La nostra Ricerca
5. I Sistemi di Studio Reticolare
1. La sfida e il progetto: come valorizzare le risorse di archivio relative all’opera di un autore, trasformando la sua stessa opera in uno strumento di studio, sia per comprenderla e apprezzarla, sia per apprendere le straordinarie competenze di chi è stato in grado di idearla e realizzarla
Ogni nostro progetto, per la sua novità, necessita di una adeguata introduzione. Infatti, al momento attuale, considerate le soluzioni esistenti, non è intuibile come si possa trasformare l'opera di un artista - o più precisamente l'insieme di documenti sparsi e irrelati che a distanza di tempo la rappresenta - in uno strumento formativo destinato non solo a nuove generazioni di appassionati e intenditori, ma anche a nuovi aspiranti autori che intendano ispirarsi ad essa, o a nuovi editori che intendano rieditarla, o a nuovi interpreti che intendano riportarla in scena in modo rispettoso e facendola rifiorire in tutta la sua bellezza.
Per darvi un’idea di ciò che portiamo alla vostra attenzione vi invitiamo a immaginare in che modo, dall’osservazione di un corpo umano dissezionato e dai disegni e dalle note elaborate da acuti osservatori si siano potuti trarre, nei secoli, «manuali» per studiare non solo l’anatomia ma anche la fisiologia, cioè il funzionamento sistemico del più complesso tra gli organismi viventi: i suoi livelli di organizzazione, i numerosi sistemi (respiratorio, circolatorio, linfatico, muscolare e scheletrico, digerente, …) che lo compongono e le interazioni tra di essi.
Ma nel caso della medicina non ci meravigliamo che un intraprendente scienziato e didatta possa trarre, dalle sue esperienze e dai suoi studi, e da quelli di maestri e colleghi, un manuale metodologico per insegnare, ai propri e altrui allievi: come operare il corpo umano, come ripararlo e curarlo, come prevenirne le malattie, come intervenire su di esso con rimedi farmacologici o chirurgici per ripristinare i suoi equilibri interni. Anzi, oggi con lo sviluppo delle tecnologie elettroniche, della rete e dell’«ipertestualità», ci appare persino logico, quasi ovvio - ancorché non attuato - che le conoscenze accumulate in secoli circa la fisiologia, le patologie, e le terapie riguardo il corpo umano possano essere ri-organizzate reticolarmente, implementate da più autori, e diffuse online, superando i limiti empirici di manuali non aggiornati e nati dalle esperienze necessariamente limitate di un solo studioso, per quanto ben preparato, in un determinato periodo storico.
Invece solo oggi e non ancora in modo realistico - a meno che non si consideri anche la narrazione «fantascientifica» - comincia ad apparire plausibile e spiegabile in che modo uno studioso con capacità «inventive», studiando la perfetta macchina umana, possa arrivare a … progettarne un'altra. Non stiamo parlando del romanzo Frankenstein di Mary Shelley o delle sue ridicole riduzioni modernizzate, ma del reale mondo robotico che abbiamo già sotto i nostri occhi e che tanto spaventa chi non è ancora preparato per affrontarlo e gestirlo. Stiamo parlando di intelligenza artificiale, o meglio di come si possa trasferire la nostra intelligenza umana ad una macchina, un «automa». Ma meno ipoteticamente - o più precisamente per la nostra esperienza e competenza cin materia - stiamo parlando di come si possa trasferire l'intelligenza di un autore scomparso, racchiusa nella sua opera, ad altri potenziali autori, allievi e studenti che vogliano imparare da un vero «Maestro» - da un grande artista - in che modo si possano progettare e far funzionare opere complesse e perfette come quelle da lui create, che sono sopravvissute al suo tempo, che hanno superato le mode e i confini culturali, e che da allora continuano ad appassionare, divertire, entusiasmare, commuovere generazioni di ogni tempo e luogo.
Se intendiamo l’intelligenza come la capacità di trarre conclusioni attendibili da dati osservativi raccolti con esplicita consapevolezza delle proprie finalità conoscitive, o in altri termini come la capacità di ricavare nuove informazioni scoprendo/stabilendo nuove connessioni tra informazioni preesistenti, già memorizzate ma tra loro non direttamente collegabili, allora capiamo come mai l’espressione “connettere” sia considerata sinonimo di “intelligere”. E dunque capiamo che entrare nella mente di un autore, per comprendere e apprendere come egli, utilizzando e sviluppando la «memoria immaginativa» elabori soluzioni per far funzionare la sua opera, significhi investigare quali «correlazioni» interne ed esterne ad essa egli abbia istituito, tessendo un «reticolo di domande e risposte» che conducano il lettore/spettatore da ogni scena ad altre, stimolando le capacità elaborative di quello, cioè invitandolo a ricordare e a connettere, e quindi a scommettere sugli sviluppi del percorso proposto dall’autore stesso all’interno del labirinto conoscitivo da lui creato.
Portare queste scoperte nello studio dell’arte narrativa in ogni sua forma è uno dei compiti che ci siamo dati per riuscire a creare nuovi e più rigorosi strumenti analitici e progettuali che agevolino tanto l’apprendimento quanto l’indagine e l’ideazione in un campo dove ancora si fa fatica a ritenere che ci si possa muovere con l’ausilio della scienza.
Persino la manualistica scientifica, paradossalmente, deve ancora perfezionare le possibilità di trasmettere competenze di validità generale, superando, non solo tecnologicamente, i condizionamenti derivanti da abitudini legate ai mezzi analogici. Tra questi presupposti impliciti raramente messi in discussione c’è la strutturazione gerarchica e lineare delle informazioni, che non induce a connetterle «multidirezionalmente» e non favorisce il pieno utilizzo delle sinapsi, cioè di quella capacità di collegare e adoperare ciò che si è appreso, sganciandolo dai casi da cui lo si è imparato, e applicandolo ben oltre.
La nostra esperienza si basa sull’apporto da noi dato al processo con cui, negli ultimi decenni, i voluminosi manuali scientifici, che ancora nel secolo scorso accompagnavano qualunque dispositivo ed erano realizzati in forma gerarchica oltre che cartacea, sono stati trasformati - grazie alla rivoluzione informatica - non in «equivalenti digitali», ma in quegli “aiuti” (help) «ipertestuali» che oggi sono integrati in ogni software. Queste «guide online» consentono di affrontare qualunque problema senza presupporre la lettura di tutto ciò che in esse è contenuto, ma rimandano alle sole parti «pertinenti» e perciò «correlate» per intendere e risolvere il problema specifico; e inoltre consentono di «saltare» quelle conoscenze già note a chi le consulta.
Grazie al nostro lavoro sulla strutturazione «reticolare» («non lineare», «non gerarchica») delle informazioni digitali, oggi si può già concepire e sviluppare un manuale scientifico che aiuti l’apprendimento di una materia (scientifica, artistica, o anche ordinaria) riorganizzando secondo molteplici prospettive (oltre che molteplici livelli) le informazioni pertinenti interne ed esterne ad esso (tutte quelle correlabili in rete), e favorendo così quelle ri-letture che aiutano la memorizzazione attraverso la «connessione multipla e multidirezionale» delle informazioni, tra di loro e con quelle già depositate nella mente di chi voglia usare questi nuovi strumenti di studio. In altre parole, utilizzando questo tipo di strumenti, da qualunque articolazione (paragrafo, capitolo) si può arrivare a tutte le altre inseguendo le domande suscitate da ognuna di esse; e così, ad ogni nuova esplorazione della medesima materia, si possono elaborare nuovi percorsi che selezionano e ordinano le articolazioni in rapporto al mutamento delle finalità conoscitive.
La manualistica artistica costituisce per noi stessi la maggiore e più interessante sfida, perché già da prima della rivoluzione digitale essa versa in una situazione assai peggiore di quella puramente scientifica, in quanto condizionata da prospettive di studio esclusivamente storiche o sociologiche, e spesso anche ideologiche, che frenano l’apprendimento e l’impiego di competenze metodologiche propriamente scientifiche. I numerosi pregiudizi ormai radicati - per i quali: le opere artistiche non avrebbero nulla a che fare con la scienza; nell’arte non vi sarebbe un’architettura composta in modo scientifico; e la scienza stessa sarebbe solo un cumulo di credenze, soggettive e opinabili - ostacolano gli studi e pregiudicano a monte la preparazione di coloro che dovrebbero occuparsi di ideare e realizzare manuali destinati alla formazione di nuovi artisti o almeno di intenditori di arte. Così, mentre proliferano studi e corsi per storici e sociologi dell’arte - che già ora si trovano a competere con quanto può offrire una guida robotica interattiva ben addestrata - mancano del tutto manuali che si occupino di trasmettere, ai nuovi aspiranti artisti, le competenze straordinarie di coloro che l’arte l’hanno saputa fare, e che ci hanno lasciato in eredità - come modelli esemplari a cui mirare - i loro stessi capolavori immortali, spesso anche considerati «patrimonio dell’intera umanità» come dovrebbe accadere ad ogni vera opera d’arte.
Da oltre quaranta anni noi lavoriamo, in collaborazione con chi detiene fondi (e diritti) relativi alle opere dei più grandi autori in ogni campo artistico, allo scopo di ricavare da innumerevoli risorse di archivio - per lo più inerti, disperse e irrelate - i manuali del futuro: gli strumenti più adeguati per far apprendere, con l’ausilio di una metodologia di studio reticolare, la lezione insuperata dei veri Maestri. In questo comune sforzo siamo sempre più incoraggiati e supportati dal progresso tecnologico, dalla digitalizzazione e dalla ormai pervasiva distribuzione online di ogni tipo di informazione. Queste condizioni ci consentono finalmente di creare dei veri e propri «Sistemi di Studio Reticolare», accessibili e implementabili direttamente online; in questo modo, tra l’altro, possiamo raggiungere un’utenza internazionale e possiamo valorizzare risorse documentali prima inaccessibili.
2. I nuovi strumenti di studio
Riguardo ai nostri Sistemi di apprendimento - che un tempo chiamavamo “Tele Ipermediali” o “Sistemi Cognitivi Ipermediali” e che ora preferiamo chiamare “Sistemi di Studio Reticolare” - essi possiedono una quantità di articolazioni, una complessità progettuale, e un’innovazione tecnologica tali da non poter essere assimilabili a «libri», quand’anche nella forma di studi digitali e interattivi. A confronto con gli inadeguati strumenti che ha oggi a disposizione chi voglia tentare di apprendere, insegnare, e magari persino fare ciò che hanno saputo realizzare quegli insuperati Maestri di cui noi abbiamo deciso di occuparci, i nostri Sistemi, sin dai primi prototipi che abbiamo ideato e sviluppato agli albori dell’editoria elettronica, possono apparire come un’invenzione «fantascientifica». E lo erano fino a poco tempo fa, quando ancora la tecnologia necessaria per supportarne lo sviluppo e la distribuzione era inadeguata o non disponibile. Ora, a noi stessi, che siamo studiosi e docenti oltre che progettisti, appaiono come lo strumento più adatto per entrare nella mente e nel laboratorio progettuale di quegli autori che sono riusciti a creare perfetti «labirinti narrativi»; costruzioni che continuano a sfidare tanto la complessità dei più affascinanti capolavori della natura, quanto quella delle più sconvolgenti scoperte scientifiche dovute alle straordinarie capacità investigative di chi, per passione e professione, studia e applica la scienza in ambiti non artistici.
Considerando la loro struttura e il loro funzionamento, i nostri Sistemi possono essere intesi come sintesi tra «corsi» (multimediali) e «manuali» (interattivi e ipermediali), sia per la loro versatilità (possono essere consultati, rifunzionalizzati, e implementati) sia per la loro polifunzionalità (possono essere utilizzati per diversi scopi da diversi tipi di utenti, per la propria crescita umana e professionale). Ogni Sistema può infatti seguire il medesimo utente durante la sua sua crescita, offrendogli diversi strumenti e risorse in rapporto ai suoi cambiamenti e ai suoi nuovi obiettivi. Inoltre ogni Sistema consente di essere fruito nei tempi e nei modi decisi dall’utente, dandogli ciò di cui ha bisogno ma anche sfidandolo a superare i propri limiti e ad allargare i suoi orizzonti conoscitivi.
Considerando il lungo processo di gestazione che inevitabilmente richiedono, i Sistemi potrebbero essere assimilati a quelle opere «seriali» ben costruite, articolate in molti «episodi» e molti «capitoli», che tuttavia possono essere fruite in un solo ordine, lineare. Considerando invece la struttura labirintica, o più propriamente «reticolare», i Sistemi possono essere avvicinati a delle «enciclopedie»; ma, a differenza di quelle, le connessioni tra le «voci» non sono frutto di «associazioni automatiche» tra le voci stesse, dovute a evidenti somiglianze o a citazioni esplicite dal loro interno. Le «correlazioni» nei nostri Sistemi sono «multiple» e sono esse stesse estremamente «informative». Sono infatti addirittura il principale oggetto di studio e di insegnamento, perché i Sistemi aiutano a scoprire e a far scoprire quali e quanti meccanismi collegano implicitamente e indirettamente tra loro le molteplici articolazioni di oggetti complessi come i racconti artistici; quei racconti così perfetti che, mentre seguiamo l’intreccio elaborato dall’autore per farci attraversare il suo Labirinto narrativo, ci coinvolgono e ci appassionano in modo apparentemente così naturale da non farci domandare come l’autore sia riuscito a coinvolgerci e appassionarci. Ma possiamo facilmente accorgerci che quel tipo di fruizione (da lettore/spettatore piuttosto che da studioso) è inadatta per chi voglia «indagare» i meccanismi con cui sono fatti e con cui funzionano quei capolavori; tanto inadatta quanto lo era andare al cinema o al teatro per studiare le messe in scena, prima dell’avvento dei videoregistratori.
Il carattere «meta-iper-testuale» dei nostri «Sistemi» può essere spiegato in questo modo: se un «meta-testo» è un testo che prende in esame uno o più testi, assumendoli come oggetti di studio ma da un solo punto di vista (come di solito fa un saggio o una lezione di una disciplina); e se un «iper-testo» è un gruppo di testi tra loro collegati, ma secondo criteri associativi, espliciti e intuitivi, che possono essere colti immediatamente e usati a pretesto per saltare dall’uno all’altro (come si presentano di solito quelle mappe concettuali che pescano nell’ovvio, per intenderci); un «meta-iper-testo» è un reticolo di metatesti che, assumendo prospettive scientifiche diverse e complementari, indagano e svelano la natura delle tante implicite correlazioni che legano tra loro le articolazioni (le scene, per intenderci) di uno stesso testo e di altri testi imparentati con esso. Immaginatelo come uno speciale «indice analitico», che segnali non solo le tante correlazioni esplicite tra le parti del testo (quelle rilevabili automaticamente dalla presenza di medesime espressioni linguistiche) ma anche le correlazioni implicite, quelle rilevabili solo ricercando con metodo i denominatori comuni costituiti dai meccanismi condivisi. Provate anche a immaginare che questo speciale indice analitico possa non solo indirizzarvi alle parti interconnesse, ma anche spiegarvi «perché» sono interconnesse, fornendo, per ciascuna connessione implicita non immediatamente e automaticamente rilevabile, una adeguata spiegazione scientifica delle ragioni per cui l’autore l’ha istituita per far funzionare il suo testo. Il «meta-iper-testo» argomenta come siano stati utilizzati i medesimi «principi» nell’elaborare le differenti o simili «soluzioni» narrative e compositive che fanno funzionare il racconto e che connettono sistematicamente tutte le sue articolazioni, rendendolo un unico congegno a orologeria, o per l’appunto un «sistema».
In sintesi i nostri Sistemi possono essere intesi come «multi-manuali» interdisciplinari, che da più prospettive ci consentono di indagare uno stesso oggetto di studio, e che da una medesima prospettiva ci consentono di esplorare legami soggiacenti tra diversi oggetti di studio. Grazie ad essi possiamo scoprire tanto l’architettura di oggetti complessi (come i capolavori del teatro musicale), quanto il reticolo di correlazioni che ne lega tra loro le articolazioni; quei fili che rimangono invisibili agli occhi inesperti di un fruitore che non possieda un’adeguata strumentazione investigativa ed esplorativa.
3. Il valore e gli scopi di un progetto per realizzare un Sistema di Studio dell’Arte Narrativa multiespressiva dall’opera di un Maestro
Quando decidiamo di occuparci dell’opera di un autore noi invitiamo nuovi potenziali partner a partecipare alla valorizzazione delle risorse documentali relative ad essa. A tale scopo portiamo come esempio e come competenza la lunga attività da noi già svolta insieme a Istituzioni Culturali che hanno tra i loro compiti anche quello di svolgere o sostenere attività formative e educative.
La nostra attività non può inoltre prescindere dal coinvolgimento degli Enti che curano gli archivi autoriali e che sono disponibili a partecipare a progetti formativi condivisi a sostegno della diffusione e della comprensione delle opere dei massimi Maestri.
Progetti come i nostri di solito suscitano interesse, curiosità e sensibilità nei nostri interlocutori, dal momento che consentono di trasformare preziose risorse documentali in innovativi strumenti per scoprire e apprendere quei «segreti» della «creazione artistica» per troppo tempo considerati inspiegabili e non trasmissibili. Quando invece otteniamo chiusure e ostacoli dovuti a diffidenze, paure, invidie, non ci arrendiamo. Con un po’ di fortuna, e grazie alla fama che ormai ci precede, possiamo ancora trovare soggetti privati o pubblici, appassionati di arte narrativa, che ci aiutino disinteressatamente a raccogliere le risorse documentali necessarie per poterci occupare dell’opera di un Maestro.
Con ogni progetto, noi vogliamo offrire una risposta, sia pure nella forma del «caso esemplare ma contagioso», a quella domanda, sempre più pressante, di soluzioni in merito a come si possa contrastare il degrado culturale, che, dal secolo scorso, sta ovunque sostituendo la cultura popolare e persino l’arte con l’omologante cultura di massa, condannando all'oblio anche i capolavori potenzialmente immortali della nostra tradizione umanistica.
Un’ambizione di ogni progetto è certamente quella di formare un pubblico più preparato e numeroso, in grado di comprendere e apprezzare i capolavori della «tradizione umanistica», intesa non in senso nazionalistico e colonialistico ma in senso universale, come insieme di opere riconosciuto o riconoscibile quale patrimonio materiale e immateriale dell’intera umanità, frutto di incontri tra Civiltà, di collaborazioni tra artisti di ogni Paese, di sintesi tra fonti culturali eterogenee e con radici antiche.
Un’altra ambizione è quella di creare le condizioni per riprendere ad arricchire proprio quel patrimonio artistico che arriva dal lontano passato, ma che spesso proprio coloro che se ne considerano i legittimi eredi non sanno neppure custodire, e tanto meno rimettere in scena rispettando i progetti autoriali e regalando al pubblico quello che gli autori avevano immaginato e progettato.
Quell’inestimabile patrimonio artistico, se valorizzato da un piano educativo e formativo innovativo, potrebbe infatti costituire non una generica fonte di conoscenza e di ispirazione, ma l'ideale oggetto e strumento di studio per poter apprendere, dalle stesse opere degli autori, le straordinarie competenze con cui quelli sono riusciti a crearle, a farle funzionare e, attraverso di esse, a farci provare piaceri altrimenti irraggiungibili.
La sfida più difficile da affrontare oggi, nella transizione non ancora compiuta verso l’era digitale e agli albori dell’era robotica, non è quella di riuscire a far fare ad una macchina quello che riusciva a fare un vero artista, ma di riuscire a farlo fare ad un ragazzo.
Facciamo un esempio: l’uso ormai frequente di una piattaforma di intelligenza artificiale - come ChatGPT - allo scopo di realizzare in maggior quantità, in minor tempo, e con minor costo quei racconti (romanzi, sceneggiature per serie e film) che devono riempire le «piattaforme di distribuzione di contenuti» per «l’intrattenimento» - rivolte a un pubblico sempre più vorace ma anche di bocca buona - non garantisce e neppure presuppone il raggiungimento di un livello qualitativo che potremmo definire «artistico». Ma le proteste degli sceneggiatori di fronte alla loro progressiva sostituzione con gli strumenti dell’intelligenza artificiale si arrestano di fronte a un’evidenza inoppugnabile: se si mira a realizzare quei prodotti standardizzati, tutti simili tra loro, che qualunque autore non dotato di straordinarie competenze può ideare in gran quantità grazie ai suoi «automatismi», allora una macchina è certamente più conveniente ed efficiente, come sanno bene i produttori e distributori di contenuti.
Occorre essere consapevoli che tutte le attività basate su «automatismi» saranno inevitabilmente svolte nell’ormai prossimo futuro da «automi», che le faranno persino meglio e a costi e con tempi inferiori. Il margine che resta agli umani è quello che risiede proprio nella capacità, sempre più rara, di riuscire a fare «arte», cioè opere che non possono essere assimilate ad altre già esistenti come loro imitazioni, succedanei, repliche mascherate da “variazioni sul tema” o “omaggi a capolavori” di cui sfruttano riduttivamente le soluzioni per cercare di ottenere il medesimo successo.
È questo l’ambito in cui, con nuovi e più efficaci strumenti formativi, possiamo ridare una speranza non solo a chi crede che la formazione umanistica sia ancora una buona scelta educativa e professionale, ma anche a coloro che scopriranno presto, a loro spese, che una formazione tecnicistica non ha futuro in un mondo in cui anche la programmazione la faranno delle macchine sempre più evolute. In esse si sta già riversando tutta quella conoscenza e competenza facilmente trasmissibile che, fino a poco tempo fa, apparteneva solo a chi spendeva giorni per codificare la stessa pagina che ora, in pochi secondi, riesce ad elaborare un «chatbot».
Ma se è ancora lontano il momento in cui una macchina potrà realizzare un copione, un libretto, o un romanzo «come lo farebbero» i Maestri che ci hanno lasciato quei capolavori che ancora tutto il mondo ammira o invidia, è invece vicino il momento in cui, sfruttando proprio le possibilità offerte dalle nuove tecnologie, potremo realizzare in maggior numero e con minor costo «Sistemi di Apprendimento Reticolare»; Sistemi come quelli che noi per primi abbiamo creato in «versioni prototipali», per formare nuove generazioni di artisti e umanisti facendo loro ricavare le competenze dei Maestri dallo studio «sistematico» dei loro capolavori.
Come potete leggere e visionare in diverse articolazioni del Portale, sin dagli inizi degli anni 90’ noi cominciammo a presentare, in consessi scientifici e artistici, (i Dipartimenti Umanistici delle Università di Roma la Sapienza e Tor Vergata, il Dutars di Venezia, l'École Normale Supérieure di Parigi, la Mostra del Cinema di Venezia, la Cinémathèque française, il Museo del Louvre, la Nuova Biblioteca di Francia) le nostre pionieristiche “Tele Ipermediali” dedicate all’opera di autori come William Shakespeare, Lewis Carroll, Ernst Lubitsch, Alfred Hitchcock e François Truffaut, Roberto Rossellini. Allora si trattava di «prototipi», che mostravano come si potessero creare «sistemi di studio» adatti per rappresentare e argomentare le correlazioni implicite (nei meccanismi di funzionamento condivisi) tra risorse esterne, relative a capolavori artistici, digitalizzate e memorizzate allora su disco (tutti i cd audio erano già «ancorabili» alle loro “tracce”, così i laser disc, e non di meno i dati memorizzati e codificati su cd-rom in «formati linkabili») e oggi su cloud. Già da allora ipotizzavamo e proponevamo un’«editoria senza supporti», di opere reticolarmente correlabili da (non a) i nostri «sistemi cognitivi», con cui volevamo offrire a tutti, a diversi livelli (dalla scuola di base fino alla formazione specialistica professionale) la possibilità di indagare le «architetture» e di esplorare le «parentele» tra quei capolavori della tradizione umanistica che cominciavano a vivere una nuova vita in forma digitale.
Grazie a quei primi successi ricevemmo sia l’attenzione di Dipartimenti Accademici interessati a sperimentare nuove forme di «editoria elettronica» per creare «nuovi manuali di studio» (come il progetto di «manuale di scienze demo-etno-antropologiche» nato in collaborazione con il prof. Alberto Cirese allora direttore della cattedra di Antropologia Culturale e del Dipartimento di Scienze Antropologiche de “La Sapienza” di Roma), sia l’attenzione di Istituzioni Culturali come l’ERT Emilia Romagna Teatro e il Teatro La Fenice, che ci chiesero di elaborare soluzioni innovative per la formazione del pubblico e degli educatori, a cui intendevano offrire, insieme a nostri Cicli di lezioni, anche strumenti di questo tipo, per studiare e insegnare, con la scienza, le straordinarie soluzioni artistiche dei capolavori del teatro di prosa e musicale.
4. Le nuove incoraggianti condizioni per realizzare e distribuire i nostri Sistemi, e per formare nuovi collaboratori che possano partecipare a operazioni come questa
Oggi, tutto quello che allora avevamo progettato e sviluppato in forme prototipali è già diventato più facilmente realizzabile, almeno sul piano tecnologico, mentre la preparazione interdisciplinare, insieme artistica e scientifica, necessaria per contribuire a progettare, sviluppare e implementare «Sistemi di Studio Reticolare» come i nostri, richiede un investimento formativo sia da parte nostra sia da parte di chi aspiri a diventare un nuovo «umanista digitale». A tale scopo, attraverso la nostra «Scuola» e le nostre «Botteghe» ci rivolgiamo non solo ai destinatari dei nostri Sistemi (coloro che vogliano comprendere e apprendere l’arte dei maestri) ma anche agli apprendisti (coloro che vogliano apprendere come noi creiamo gli strumenti di studio del futuro). E volentieri accogliamo nelle nostre «Botteghe» quanti aspirino a diventare nostri collaboratori, per aiutarci a valorizzare i vasti giacimenti di risorse artistiche che abbiamo raccolto o che stiamo raccogliendo e che sono già in parte disponibili in versioni digitali, offline o online.
Noi oggi siamo in grado di occuparci di tutto il processo, ideativo e realizzativo, distributivo e formativo, che sostiene e accompagna i nostri Sistemi: noi formiamo i nostri collaboratori, dando un’opportunità, a studenti che abbiano investito in studi umanistici, di entrare come apprendisti nelle nelle nostre Botteghe online, dove i nostri autori creano o meglio «tessono» i nostri «Sistemi di Studio Reticolare»; noi creiamo gli archivi degli autori, laddove non esistano già, raccogliendo, digitalizzando, e organizzando le risorse relative alle loro opere; noi progettiamo e sviluppiamo i sistemi cognitivi per investigare le soluzioni autoriali ed esplicitare i principi da loro utilizzati per elaborarle; inoltre costruiamo «Sentieri Esplorativi» per esplicitare e rappresentare le correlazioni tra opere di ogni tempo, luogo, e forma espressiva, imparentate tra loro per i meccanismi condivisi; e infine realizziamo anche Cicli di Lezioni per educatori, autori, e interpreti che vogliano utilizzare i nostri sistemi per svolgere meglio la loro attività.
Noi stessi abbiamo creato anche l’infrastruttura (il nostro nuovo Portale) per la distribuzione dei Sistemi di Studio Reticolare e dei servizi ad essi correlati. Il Portale infatti comprende e fa interagire tra loro: una Scuola di Narrazione Artistica Poliespressiva per educare e formare tutti gli interessati secondo le loro aspirazioni; una Bibliomediateca di risorse scientifiche e artistiche per supportare lo studio della narrazione artistica multiespressiva; un Circolo, dove ogni benefattore, partner, o collaboratore esterno può sostenerci aiutandoci, direttamente o indirettamente, a ricercare e acquisire le risorse artistiche necessarie per lo sviluppo dei servizi e dei prodotti che realizziamo e distribuiamo; le Botteghe online per sviluppare i progetti e formare gli aspiranti collaboratori.
Tutto questo lo facciamo attraverso la nostra nuova Associazione Non Profit, una APS di volontari che, in veste di collaboratori interni, offrono il loro tempo e le loro eccezionali competenze per contribuire alla realizzazione di tutti i servizi e i prodotti che mettiamo a disposizione dei nostri differenti tipi di utenti attraverso l’infrastruttura del Portale, in particolare attraverso la nostra Scuola.
5. Uno strumento per ricreare il tessuto culturale da cui nascano nuovi autori, educatori, interpreti e intenditori
Noi ci impegniamo affinché, tra coloro che utilizzeranno i nostri Sistemi, possano nascere gli «eredi non biologici» dei Maestri che amiamo. In essi riconosceremo gli allievi che quei grandi autori non hanno avuto in vita. E quei degni allievi, come i loro Maestri, faranno tesoro della lezione metodologica racchiusa nei capolavori «classici», e ricuciranno il cordone ombelicale con la tradizione umanistica di cui ogni grande autore del nostro recente passato - che potrebbe essere il nostro nonno o bisnonno - ha voluto essere, fino al secolo scorso, un continuatore.
Quegli insegnamenti sono necessari per poter riprendere e continuare il lavoro dei Maestri, e per portarlo anche in nuove forme d’arte multiespressiva. Oggi più che mai è vivo l’interesse per la «multimedialità»; ma solo lo studio dell’arte «multiespressiva», praticata al meglio dai grandi autori del teatro musicale, può nobilitarla e aiutare chi la pratica a realizzare opere che raggiungano un livello propriamente artistico. Altrimenti questo termine abusato finirà per indicare solo una forma di produzione di opere standardizzate «usa e getta», quelle destinate al vasto mercato dell’intrattenimento, che prevedono continui rifacimenti per essere riproposte ben mascherate da novità e per essere adattate ai diversi media, dal cinema alla serialità televisiva, dal fumetto e al videogioco (basti pensare al dominio incontrastato che hanno raggiunto, in ognuno di questi campi, le storie ripetitive dei «supereroi», un tempo limitate all’ambito del fumetto).
Ma per arrivare a questo obiettivo occorre da un lato ricreare il tessuto culturale da cui nascono gli artisti, e da un altro impegnarsi a formare chiunque sia disposto a investire tempo ed energie per apprendere, sin da giovane, la lezione dei Maestri, coltivando con costanza e rigore una passione artistica. In questo modo potremo contribuire a far nascere nuovi autori in grado di ideare opere complesse, durature e di valore universale, proprio come quelle realizzate da artisti come Giuseppe Verdi o Giacomo Puccini insieme ai loro librettisti e ai loro più grandi interpreti; opere in grado di superare ogni confine culturale e degne, per le innumerevoli qualità, di stare accanto ad altri capolavori dell’umanità non come fenomeni rappresentativi del loro o nostro tempo, ma come nuove costruzioni straordinarie senza tempo e senza frontiere.
È un luogo comune tanto diffuso quanto consolidato che i capolavori artistici siano frutto di miracoli irripetibili, partorite da geni dotati di quei poteri attribuiti solo a giganti, alieni, titani, divinità. Così, ingenuamente, attendiamo che nascano ulteriori «geni», dotati di quelle qualità che i nostri figli e i nostri nipoti non possiedono e non possederanno; non perché geneticamente «non dotati», ma perché coloro che potrebbero aiutarli a coltivarle non ci sono più; e chi ha preso il loro posto non è più in grado di comprendere - e quindi di fare e insegnare a fare - ciò che i nostri avi, pure non così lontani da noi, ci hanno lasciato.
Oggi abbiamo la sensazione che persino nel rimettere in scena le opere di quei Maestri, anche cercando di rispettare le loro indicazioni, spesso si finisca per tradire i loro progetti. Ma dovrebbe preoccuparci ancora di più che non si faccia abbastanza per: A) tutelare la memoria di quegli autori, B) aiutare il pubblico a comprendere e apprezzare quelle opere, e C) formare nuovi autori che imparino a farne di nuove.
Eppure in quelle opere c'è racchiuso il segreto dell'immortalità, e non di meno quello dell'incompresa «multimedialità». Dall’«opera totale» wagneriana e dalle «disposizioni sceniche» verdiane si potrebbero infatti ricavare molti più insegnamenti di quanti si ricavano da un'opera cinematografica che imita e applica malamente (perché per lo più inconsapevolmente) le soluzioni straordinarie di quei Maestri.
Ci appare dunque paradossale che si aspetti - invano - che un nuovo genio con il talento di Puccini o di Rossellini nasca e si riveli tra i tanti ragazzi che, incoraggiati dagli stessi genitori, dedicano il tempo fondamentale della propria giovinezza non a «studiare come fare arte con la scienza» ma ad apprendere tecniche e soluzioni standardizzate per realizzare prodotti per l’«intrattenimento», cioè per lo stordimento, per quella felice alienazione di massa che viene considerata erroneamente come l'unico sollievo - una sorta di antidepressivo - per le angherie di un mercato del lavoro sempre più disumanizzante; un mercato che non richiede «capacità elaborative» ma che sfrutta gli «automatismi», e che perciò presto sarà quasi interamente soddisfatto dalle macchine robotiche, mentre abbandonerà gli uomini al loro destino: senza capacità, senza un lavoro, e persino senza la loro umanità.
Perciò la scelta di occuparci dell'opera degli autori che hanno raggiunto i livelli più alti della «narrazione artistica multiespressiva», e di trattare la loro opera come un tesoro quasi inesauribile di «insegnamenti metodologici», non è solo un modo per rendere giustizia a coloro che ci hanno lasciato capolavori inestimabili, e che perciò dovremmo rispettare, tutelare, ammirare, e assumere come i nostri più ambiti Maestri. È anche un modo per dare, alle nuove generazioni, una possibilità non solo di «sopravvivere», ma anche di «vivere» nell'era della robotica e dell'intelligenza artificiale; perché, se i mestieri basati sugli automatismi verranno rimpiazzati dalle macchine, quelli basati non su una irrazionale fantasiosa creatività, ma piuttosto su un uso accorto della scienza per comporre e narrare, potranno ancora a lungo costituire una grande opportunità per i giovani e i meno giovani che vogliano trasformare la loro passione per l'arte narrativa (in qualunque sua forma) in una vera e propria professione, che valorizzi a pieno le «capacità elaborative» anziché lasciarle atrofizzare sin dagli anni cruciali della crescita, durante l’infanzia.
6. Uno strumento per accrescere le capacità elaborative e imparare a utilizzarle per fare e studiare l’arte con la scienza
Ma questo richiede che vi sia un'attività formativa ed educativa che aiuti diversi tipi di utenti a sviluppare le capacità elaborative a diversi livelli, dal livello educativo fino alle specializzazioni autoriali, favorendo l'acquisizione di quelle competenze progettuali di cui purtroppo non si occupano più le istituzioni educative e formative, dalla scuola di base fino alle accademie d'arte.
Con ogni nostro progetto vogliamo contribuire a riportare alla luce e a coltivare quelle professioni umanistiche che tutti abbiamo dimenticato e non insegniamo più ai nostri figli, e che molti pensano che siano ormai «superate», diventate inutili, persino nocive per il loro futuro.
Dare ai nostri figli e nipoti la possibilità di imparare quei mestieri che presiedono alla costruzione e al funzionamento di opere complesse come i capolavori artistici è viceversa il migliore investimento che possiamo fare sul futuro, ridando all'arte il senso che ha avuto in quel passato non lontanissimo dove non era opposta alla scienza ma era anzi il modo più umano, più bello, più gratificante, di studiare e praticare la scienza come «metodo analitico e progettuale», il modo più ambito ed efficace per cimentarsi in quella attività - la creazione artistica - che più si avvicina alla bellezza della Natura e alla perfezione Divina.
Insomma, quelli che chiediamo di aiutarci a realizzare non sono progetti «passatisti», come si dice oggi; non sono progetti per «commemorare» un autore, ma sono progetti per dare ai nostri ragazzi un’opportunità per il loro futuro; e al contempo per dare ai nostri avi, agli artisti che ci hanno regalato le cose più belle che ancora ci circondano, la possibilità di tornare nella nostra vita in un ruolo che nella loro non hanno praticato quanto avrebbero potuto e voluto: quello di «maestri» di fatto e non solo di nome.
E se essi non possono materialmente tornare a insegnarci e a insegnare ai nostri ragazzi come hanno ideato le complesse architetture delle loro opere, tuttavia possono tornare a insegnare ancora tanto, indirettamente, attraverso le opere stesse.
Ma questo sarà possibile solo se da esse noi saremo in grado di ricavare, esplicitare e far apprendere sistematicamente, scena per scena, in ogni opera, sia le straordinarie «soluzioni» narrative e compositive elaborate da quegli straordinari autori, sia i «principi» universali con cui le hanno elaborate.
7. Il ruolo dei Partner nello sviluppo dei progetto
Tuttavia non è facile per noi realizzare progetti così ambiziosi. I problemi nascono già dal momento in cui cerchiamo di procurarci il materiale necessario, per poter creare un Sistema di studio metodico dell’opera dell’autore che assumiamo come Maestro per gli utenti del Sistema stesso. Qui entra in campo il ruolo per noi fondamentale dei partner, che possono trovare le risorse documentali adatte, aiutarci a editarle, e a publicarle online in modo da renderle i necessari complementi, virtualmente correlati ai nostri «Sistemi di Studio Reticolare».
A volte, per creare i nostri Sistemi, abbiamo dovuto diventare noi stessi raccoglitori di documenti e curatori di archivi che non esistevano. O più precisamente non esistevano Enti, come le Fondazioni, che ne custodissero le risorse. Altre volte abbiamo avuto la fortuna e l'onore di ricevere l’incarico, da parenti e curatori di archivi di valore artistico, di dare una più degna valorizzazione agli archivi di cui possedevano i documenti e/o il diritto d'uso.
8. L’importanza dei classici per apprendere gli insegnamenti immortali dei Maestri
La disponibilità - possibilmente già online - delle risorse relative ai «classici» di cui i nostri Sistemi studiano e rappresentano le interne ed esterne correlazioni, non è affatto scontata. Sui «classici» - a parte quelli che destano gli interessi del mercato della cultura di massa per farne gadget e attrazioni turistiche - non ci sono investimenti, semplicemente perché sono considerati non abbastanza e non immediatamente redditizi.
D’altro canto non basta denunciare lo stato di degrado in cui viviamo per riportare l’attenzione ai «classici», a quelle opere che possono insegnarci tanto su e per come sono fatte. Se molte di quelle opere sembrano destinate all'oblio (tutte quelle non usate strumentalmente dai mass media) è anche perché gli stessi editori, gli stessi metteur en scene e i distributori, temendo l’insuccesso, sembrano ormai restii a offrirle a un pubblico che non è in grado di distinguere «la qualità nella quantità», a un pubblico che preferisce quella spazzatura culturale che non richiede strumenti e capacità per goderne. Noi stessi abbiamo incontrato sempre molte difficoltà provando a convincere editori e curatori di archivi a renderle nuovamente disponibili come «risorsa virtuale» per i nostri Sistemi e per chi potrà fruirli.
9. Superare il circolo vizioso tra pubblico ed editori/distributori di contenuti
Lamentarsi della qualità delle opere che troviamo sulle «piattaforme» o sul mercato editoriale, con la complicità tanto dei fornitori quanto dei consumatori di spazzatura, non serve proprio a nulla. Se non si riesce a suscitare la richiesta della qualità, ovvero se non si riesce ad alzare il livello della preparazione e delle aspettative dei potenziali fruitori, anche un’iniziativa come la nostra può diventare di nicchia.
Occorre affrontare da più prospettive il grave degrado culturale in cui viviamo. Occorre rimboccarsi le maniche per ricreare quell’infrastruttura e quel tessuto culturale che ha permesso di far crescere non solo i grandi artisti ma anche i tanti artigiani che hanno contribuito alla realizzazione dei capolavori artistici; quelle «Botteghe» che hanno dato lavoro a tanti, nel nostro passato, senza togliere loro la dignità; e naturalmente anche quelle professioni che partecipano al circuito culturale che favorisce la produzione artistica, che contribuiscono alla formazione dei nuovi autori, alla distribuzione e alla messa in scena delle opere, alla nascita di nuovi autori, alla formazione del pubblico cioè di appassionati di arte narrativa che sappiano apprezzare e ricompensare il lavoro degli autori.
E dal momento che il circolo vizioso non si rompe aspettando che altri facciano la prima mossa, occorre convincere alcuni partner a fare un investimento su un grande progetto che darà i suoi frutti a più stadi del suo sviluppo.
10. Investire sulla valorizzazione del patrimonio artistico
Dunque, investire sulla valorizzazione dell'opera di un grande autore, talvolta ancora famoso tra le generazioni dell’Era pre-digitale, non è solo un modo per commemorare un autore che è riuscito a far amare in tutto il mondo la sua arte, nata nel suo Paese; non è solo un modo per onorarlo con un tributo dovuto, ma è anche un modo per scommettere e investire sul futuro dei suoi possibili eredi, per ristabilire quella continuità con il glorioso passato della tradizione umanistica, che merita di essere riconsiderata non come un deposito di opere da affittare, rivendere e usare come attrazioni turistiche, ma come lo strumento ideale per dare alle nuove generazioni la possibilità di continuare a vivere dignitosamente grazie all’arte, piuttosto che rassegnarsi a sprecare la propria vita in lavori alienanti e spersonalizzati nonché disumanizzanti.
Per quanto riguarda gli autori che hanno reso il nostro Paese amato o invidiato in tutto il mondo, sono tanti i progetti che abbiamo avviato o che intendiamo avviare, contando sull’aiuto delle Istituzioni e degli altri soggetti che detengono risorse e diritti che possono agevolarci nell’impresa.
Noi siamo convinti che grazie a lungimiranti investimenti formativi per rilanciare arte e quell’artigianato che da essa deriva o ad essa tende, il nostro Paese potrebbe riprendere a vivere di ciò che, insieme alle risorse naturali, ne ha fatto per secoli il “Bel Paese” e la meta privilegiata di ogni “Gran Tour”. Le città che ora sembrano l'ombra di se stesse, quelle distrutte dal degrado culturale o abbandonate a favore di quelle frequentate dal turismo di massa, e persino quelle devastate - ancorché arricchite - dal turismo di massa potrebbero tornare a splendere non solo grazie ai tesori che ospitano e che possono essere meglio valorizzati, ma anche a centri di formazione e progettazione di eccellenza che potrebbero attrarre soggetti da tutto il mondo interessati ad imparare come studiare e fare arte con la scienza.
E anche se la progettazione, lo sviluppo, la distribuzione, e la formazione, in un’attività come quella che noi svolgiamo, possono ormai essere svolte efficacemente online - anche con il vantaggio di raggiungere un vasto pubblico internazionale - altre iniziative, come festival, musei, mostre, spettacoli, botteghe, potrebbero diventare il complemento sul territorio che, interagendo con un sistema virtuoso online, contribuisca a ricreare un circuito dal nostro Paese e verso il nostro Paese che lo rilanci proprio sul piano artistico e scientifico, non come una colonia di Paesi maggiormente industrializzati e tuttavia culturalmente degradati, ma come l'epicentro di un nuovo Grand Tour, un luogo da cui e a cui attingere e giungere per ritrovare quella formazione umanistica perduta e le risorse per svilupparla.
11. Come ridare voce agli autori dei capolavori immortali della tradizione umanistica
Per comprendere il valore dei nostri progetti relativi alle opere dei Maestri può esservi utile sapere come noi ci adoperiamo, sin dalla nascita del nostro Istituto, per far conoscere i classici della tradizione artistica nei modi con cui gli autori li avevano concepiti, non attraverso le riscritture compiute da quegli autori e interpreti che approfittano della scarsa diffusione e della mancanza di studio dei progetti autoriali per proporne una indegna e riduttiva rilettura ideologica, persino presentandosi come studiosi ed estimatori di quei maestri.
Sin dal 1981 l’Istituto MetaCultura, che da quando è diventato APS ha trasferito online la maggior parte dell’attività, così da raggiungere un’utenza maggiore, si adopera per contrastare il degrado culturale che affligge il nostro Paese e non solo, realizzando e diffondendo a tale scopo nuovi strumenti per favorire la conoscenza, lo studio, e l’apprendimento degli insegnamenti universali di quegli stessi artisti oggetto delle indegne rivisitazioni per “attualizzarne” l’opera.
Tutta l’attività che svolgiamo va nella direzione di ridare voce virtualmente agli autori dei capolavori immortali della tradizione umanistica, per fare di loro i Maestri sia degli autori del futuro sia di quel pubblico interessato ad acquisire gli strumenti necessari per poter apprezzare le loro opere. Noi riteniamo che quei tesori ci siano stati lasciati in eredità non per seppellirli o svenderli ma per valorizzarli; cioè per continuare, non interrompere, quanto i nostri avi hanno fatto per dare al nostro Paese quel primato nell’arte che ora sembra solo uno sbiadito ricordo.
L’Istituto MetaCultura ha maturato una lunga esperienza - per quasi mezzo secolo - riguardo ai modi più adeguati con cui «valorizzare a scopo formativo» archivi di grandi autori, trasformandoli in veri e propri «manuali metodologici», non solo per esplorare, indagare e apprezzare la loro opera, ma anche per apprendere le straordinarie competenze autoriali racchiuse nell'opera stessa.
Con i nostri “Sistemi di Studio Reticolare” abbiamo voluto costruire uno strumento innovativo, insieme e metodologico e tecnologico, particolarmente adatto per studiare e insegnare ogni forma d’arte in modo scientifico; uno strumento rivolto all'educazione dei ragazzi e del pubblico, alla formazione di educatori e cantastorie, e alla formazione di nuovi autori e interpreti. I Sistemi includono infatti tanto una pluralità di oggetti da osservare quanto una pluralità di strumenti con cui osservarli, rendendo così possibile un'esperienza unica di studio «poliprospettico» e «multiplanare», che può consentire a chi ne fruisce - come autore, come insegnate o come studente - di diventare allievo «indiretto» ma appassionato, di maestri come Puccini, Verdi, Wagner, anche se essi non sono più in vita per insegnargli, direttamente, come hanno creato e come funzionano i loro capolavori.
Per questo da decenni offriamo i nostri servizi non solo agli utenti finali e agli educatori per professione o vocazione, ma anche a Università e Istituzioni Culturali come i Teatri di Prosa e Musicali. Essi infatti conservano archivi di risorse relative a grandi autori della nostra tradizione umanistica ma non sanno come valorizzarli, se non come depositi di dati, meglio o peggio organizzati, a disposizione di chi abbia da scrivere tesi di laurea, saggi, o articoli su quegli autori.
12. Adottare gli autori del passato come Maestri virtuali per gli autori del futuro
Noi non ci limitiamo a digitalizzare e a rendere disponibili online le risorse documentali sopravvissute all’incuria di indegni eredi e custodi, ma creiamo una rete di correlazioni che esplicita quella implicita creata dagli autori stessi con le loro opere. Si tratta del «labirinto narrativo e cognitivo» costituito dalle domande e dalle risposte presenti in ciascuna articolazione di quei capolavori, e quindi racchiuse nei documenti, progettuali e realizzativi, che possono ancora rappresentarli.
Questo reticolo di questioni e soluzioni metodologiche porta alla luce della conoscenza scientifica le domande che si è fatto l'autore e le soluzioni che ha elaborato per i suoi progetti; e consente anche di ricostruire, sotto forma di modelli logici, la struttura delle possibilità soggiacenti ad essi (le regole del gioco più bello del mondo: comporre e narrare in forma artistica) tra cui quelle che lui stesso ha esplorato e attuato da un progetto all’altro, e quelle che hanno attuato i suoi maestri, dai quali ha imparato a comporre e narrare con il rigore della scienza, l’unico strumento che può aiutare a produrre, non per caso, quel perfetto meccanismo a orologeria che tutti ammiriamo in ogni vera opera d’arte.
In questo modo, mentre ci occupiamo dell’opera di tanti grandi umanisti che hanno creato capolavori con ogni forma espressiva, stiamo anche tessendo, da anni, un vero e proprio «trattato di composizione e narrazione artistica multiespressiva», trasversale rispetto all’opera degli autori e alle forme di arte (una vera e propria «teoria unificata dalla narrazione artistica»), che consenta ai nostri utenti di apprendere «principi di narrazione e composizione di validità generale» ricavandoli e applicandoli nello studio sistematico delle singole opere dei più grandi autori di capolavori immortali.
I nostri Sistemi sono fatti apposta per far emergere il rigore scientifico presente in ogni opera dei veri artisti. Attraverso i Sistemi noi possiamo mostrare, anche agli scettici, come ogni grande autore del nostro passato sia stato anche un «umanista» (capace cioè di padroneggiare arte scienza tecnologia e educazione) in grado di «controllare», con un atteggiamento propriamente «scientifico», ogni aspetto e livello della propria opera, dall’ideazione alla produzione alla distribuzione, senza lasciare nulla al caso. Si tratta dello stesso atteggiamento che abbiamo ritrovato - esplicitamente dichiarato - nei pochi autori che sono riusciti a fare arte anche con il cinema; quelli che hanno coniato - per distinguersi dai semplici registi o sceneggiatori o produttori per mestiere - la definizione di «auteur», «indipendente», «onemanband»: colui che è in grado di controllare ogni aspetto e fase del proprio lavoro, se non addirittura di occuparsene direttamente, in modo da poter «firmare» ogni progetto come un tassello rappresentativo della propria ricerca e della propria opera, ma anche del legame con il lavoro di altri autori, maestri ed eredi, con cui condivide un patrimonio di idee sia riguardo al come raccontare storie sia riguardo alle storie archetipiche stesse, che passano da un autore all’altro stimolando esplicite o implicite variazioni sul tema.
Con gli strumenti che siamo in grado oggi di realizzare, avvalendoci finalmente anche di soluzioni tecnologiche adeguate che li rendono fruibili ovunque, interamente online, possiamo far conoscere come funziona l’opera di un autore soffermando l’attenzione degli utenti su come è fatta, mostrando come ogni soluzione espressiva - magari riconosciuta e denominata da uno studioso di settore - abbia una corrispondenza non casuale ma causale sul piano narrativo, e perciò faccia funzionare efficacemente il racconto distribuendo bene le informazioni tra i diversi piani narrativi e i corrispondenti piani espressivi.
Attraverso i Sistemi facciamo emergere l’architettura implicita del progetto narrativo e compositivo, così come è stata concepita dagli autori scena per scena; ad esempio, nel caso di un’opera lirica, ricerchiamo e rappresentiamo le soluzioni espressive e narrative e le correlazioni tra di esse indagando: ogni scena del libretto, le corrispondenti fonti letterarie, la partitura, e le più adeguate messe in scena, cioè quelle messe in scena non solo originali ma anche rispettose del progetto autoriale.
Così mostriamo, con l’esempio, come si possano «adottare» quegli autori insuperati, rendendoli Maestri virtuali di composizione e narrazione, e rivolgendo le loro lezioni anzitutto a quel pubblico impreparato per scoprire e apprezzare la ricchezza della loro opera.
I capolavori classici - quelli veri, non i successi del momento - affascinano da sempre chiunque si avvicini ad essi, nonostante la loro complessità che spaventa gli impreparati. I classici appaiono misteriosi - a differenza dei successi dell’intrattenimento in cui c’è poco da capire - perché non è facile e immediato entrare dentro di essi e nella testa di chi li ha progettati. Perciò vengono manipolati sia da chi li edita e li mette in scena sia da chi li fruisce cercando di «ridurli» solo a ciò che è in grado di o che vuole capire. E a chi ritiene che non sia un buon investimento offrire i classici al pubblico attuale - certamente poco preparato per apprezzarne la ricchezza - noi rispondiamo che viceversa può diventare un ottimo investimento qualora si insegni, al pubblico, come essi funzionano, e, agli aspiranti autori, come si fa a progettarli.
Noi vogliamo salvare quelle opere dall’oblio, o da manipolazioni e riduzioni, rendendole la risorsa primaria per tornare a insegnare come si fa arte con la scienza e come si fa a creare capolavori senza tempo e senza frontiere.
In questa prospettiva ci occupiamo anche dei nuovi autori e interpreti che vogliano imparare dai Maestri come sono riusciti a creare capolavori immortali, o che vogliano rimetterne in scena i progetti. E nondimeno ci occupiamo degli educatori, di chi vuole insegnare l’arte con la scienza e la scienza con l’arte, di chi ricerca strumenti adeguati sia per educare il pubblico, attuale e potenziale, ad apprezzare l'arte narrativa, sia per formare nuovi autori in grado di farla continuando l'opera dei maestri.
A noi interessa non solo dare una nuova vita a quei documenti che giacciono inerti e irrelati negli archivi dedicati ai grandi autori della tradizione umanistica, ma anche trasformare gli inventori dell’Arte Narrativa in Maestri virtuali degli autori del futuro. Da chi, infatti, se non da Mozart, da Rossini, da Verdi, da Puccini, da Wagner, vorreste andare a lezione - o mandare a lezione i vostri figli e allievi - per imparare a narrare in forma artistica e costruire un'opera perfetta utilizzando tutte le forme espressive in modo non ridondante ma complementare?
Da queste premesse nasce il nostro impegno a ridare ad autori e opere, che rischiano di essere dimenticati, il posto che spetta a loro per educare e formare le nuove generazioni, non solo di artisti ma anche di umanisti e di gentiluomini. Al contempo intendiamo offrire al mondo educational e a quello della formazione professionale nuovi strumenti di studio che ad oggi, nonostante le nuove tecnologie, non sono stati ancora realizzati; questo perché la ricerca, lo studio, la didattica non hanno ancora fatto tesoro, sul piano metodologico, di quella integrazione tra arte e scienza che ha costituito uno dei punti di forza della tradizione umanistica quando essa ha raggiunto i suoi apici con ogni forma d’arte, soprattutto con la musica, laddove la manualistica, la composizione, l’educazione, e la formazione sono sempre stati il risultato di una metodologia di studio insieme scientifica e artistica.
13. Studiare con metodo per acquisire un metodo
A differenza di quei saggi, studi, corsi che prendono in esame l'opera di un autore da un solo punto di vista - spesso peraltro non rigoroso - e vanno a cercare in essa quelle sole le parti che possano corroborarlo, impedendo così ai fruitori di apprendere una «lezione metodologica», noi invece, con ogni nostro Sistema, prendiamo in esame l'opera di un autore scena per scena e capitolo per capitolo da una molteplicità di punti vista scientifici; esplicitiamo le soluzioni e le correlazioni che ne formano l’architettura; e andiamo a scoprire la struttura di possibilità compositive e narrative da cui nasce l'opera stessa.
Solo in questo modo è possibile trasformare l'esplorazione e l'indagine dell'opera di un autore in un «manuale di metodo», perché ciascun principio di carattere generale, se ricavato da una scena, lo si può può ricercare e trovare applicato in modi differenti in altre scene, acquisendo così una padronanza nel riconoscerlo ma anche nel valutare la funzione che esso assolve in ogni scena in cui è utilizzato per creare le soluzioni che la fanno funzionare. Al contempo la possibilità di poter rileggere e quindi studiare una medesima scena da più prospettive consente ai nostri utenti di studiare il progetto autoriale come se fosse la «scena di un crimine», imparando non solo a «osservare» attentamente come è fatto, ma anche a «vedere» perché è fatto in quel modo e non in un altro.
Solo attraverso questa duplice possibilità, di poter osservare una stessa scena da più prospettive, e di poter applicare una medesima prospettiva a più scene, i nostri utenti da un lato imparano come scoprire e apprezzare la complessità dell'opera di un autore, e da un altro acquisiscono capacità per indagare ed esplorare efficacemente anche altri capolavori dello stesso autore o di altri autori.
Gli utenti dei nostri Sistemi, studiando le opere dei Maestri, apprendono come si crea e come funziona quel «labirinto narrativo» che ogni grande autore elabora, in ogni suo progetto, per sfidare la memoria immaginativa del suo fruitore ideale ad annodare tutti i fili invisibili (ad un occhio impreparato) che partono da e arrivano a ogni scena e ogni atto/capitolo.
14. Le nostre esperienze
Sin dalla nascita il mio Istituto ha condotto in questo modo, anche sfruttando le tecnologie allora disponibili, lo studio sistematico dell'opera di autori che ritenevamo non fossero stati adeguatamente apprezzati e valorizzati per la ricchezza degli insegnamenti metodologici racchiusi nella loro opera. E da questo studio sistematico ha ricavato i tanti Sistemi di Studio che ha messo a disposizione di diversi tipologie di utenti.
Per questo, dopo aver ricevuto dalla prima moglie di Roberto Rossellini l'archivio da lei custodito, abbiamo accettato di occuparci del più importante e purtroppo incompiuto progetto di un grande umanista contemporaneo riduttivamente trattato solo come un cineasta: quello di realizzare una “Polienciclopedia della tradizione umanistica”.
Per le stesse ragioni ci siamo occupati degli archivi di grandi autori come Chaplin, Lubitsch, Hitchcock, Truffaut, che sono riusciti a fare arte anche con il cinema.
E sempre in questa prospettiva, avendo raccolto gli archivi e la lezione metodologica di un grande antropologo, Alberto Mario Cirese, abbiamo deciso di occuparci anche delle grandi raccolte di favole di tradizioni popolari orali, e di quelle che hanno avuto sviluppi autoriali estremamente raffinati attraverso l'opera letteraria di autori come Esopo, La Fontaine, Perrault, Andersen, Hoffmann.
Il nostro lavoro dedicato ai grandi autori della narrazione per l'infanzia si è poi esteso alla valorizzazione degli archivi di James Barrie, Lewis Carroll, Jean De Brunhoff, Carlo Collodi.
Per quanto riguarda altri grandi romanzieri abbiamo lavorato tra l’altro sugli archivi di Charles Dickens (un autore per noi tanto importante da volergli intitolare la nostra “Scuola di Narrazione Artistica Poliespressiva”) per prendere in esame la progettazione di piccoli e grandi capolavori come Canto di Natale e Grandi Speranze.
Per quanto riguarda il Teatro di prosa, da decenni lavoriamo sull'opera di Shakespeare, e da essa abbiamo già tratto alcuni Sistemi di Studio dedicati a capolavori come Romeo e Giulietta, Amleto, la Tempesta.
Di recente abbiamo lavorato sull’archivio di Oscar Wilde per creare un Sistema di Studio dedicato a uno dei suoi capolavori - Lady Windermere’s fan - e alle innumerevoli varianti implicite e interpretazioni sceniche ad esso connesse.
Per quanto riguarda il teatro musicale siamo impegnati nella valorizzazione dell’opera di Mozart, Rossini, Donizetti, Puccini, Verdi, Wagner, e abbiamo già realizzato per ognuno di essi «prototipi» che abbiamo messo per venti anni anni a disposizione degli utenti di un illuminato ufficio educational di un grande Teatro italiano, con l’aiuto del quale siamo riusciti a raggiungere 70.000 utenti tra insegnanti e allievi delle scuole del Triveneto.
Nell'anno del Centenario dedicato a Roberto Rossellini abbiamo ottenuto l'incarico di curarne le Celebrazioni, e abbiamo realizzato per esse: una grande mostra sul progetto polienciclopedico rosselliniano, i primi moduli del Sistema ad esso dedicato, e un film che esemplificava e mostrava ciò che Rossellini stava facendo, realizzando separatamente i pezzi di quello che avrebbe dovuto diventare un Sistema per agevolare lo studio della tradizione umanistica, da offrire alle nuove generazioni che rischiavano, già allora, di non poter apprendere gli insegnamenti dei maestri.
Insieme al Gruppo Asperger Veneto (GAV) curiamo la formazione di ragazzi che hanno chiesto di intraprendere un percorso di studio dell’arte narrativa. Per loro e con loro stiamo costruendo un Sistema che li sta aiutando a crescere attraverso un lungo viaggio, dalla mono-espressività fino alla multi-espressività.
Inoltre abbiamo creato un’Orchestra Giovanile Barocca, che insegna, a studenti di strumento, come mettere in scena capolavori della musica antica rispettando i progetti autoriali.
15. Il nostro sforzo per combattere i progetti «contemporanei» che cancellano, riducono, o strumentalizzano le opere dei Maestri
Come abbiamo sottolineato più volte, il nostro lavoro di valorizzazione degli archivi dei più grandi autori della tradizione umanistica - volto a creare nuovi strumenti di studio per apprendere le straordinarie competenze di quegli autori dalle loro stesse opere - nasce anche dalla constatazione che non ci sono più autori in grado di insegnare direttamente, ai loro nuovi potenziali allievi, come fare e studiare arte con la scienza. Perciò ridiamo voce a quei grandi autori affidando loro il ruolo di «tutor virtuali» degli autori del futuro, anche sfruttando, a tale scopo, le possibilità offerte delle nuove tecnologie digitali.
Abbiamo creato i nostri Sistemi di Studio reticolare proprio per colmare questo vuoto, affinché nuovi autori e interpreti divengano i degni eredi di quei maestri la cui opera - costituendo ancora una grande attrattiva per il mondo intero - possa tornare ad essere, non solo idealmente ma anche realmente, patrimonio dell’intera umanità. Attraverso i nostri Sistemi e gli Ambienti di Studio del nostro Portale online possiamo finalmente offrire gli insegnamenti metodologici dei maestri della composizione e della narrazione artistica ad autori di tutto il mondo che vogliano dare continuità alle loro ricerche e sviluppare nuovi progetti interrelati con i loro.
Purtroppo la furia iconoclasta che si sta abbattendo sulle opere del passato sta coinvolgendo anche l’arte e gli artisti - che come tali sono per definizione «cosmopoliti» - investendoli di quel senso di colpa dell'Occidente nei confronti dei popoli che ha sottomesso, schiavizzato, o addirittura cancellato in nome di ideologie che nulla hanno a che fare con gli ideali umanistici. La “Cancel Culture” e il “Politicamente Corretto” stanno penalizzando anche lo studio e la diffusione della tradizione umanistica, necessari per formare nuovi autori in grado di continuarla, e nuovo pubblico in grado di apprezzarla.
Il taglio «contemporaneo» del cordone ombelicale con la tradizione umanistica, e l'interruzione di quel fondamentale «ascensore culturale» che ha permesso per secoli una feconda interazione tra cultura popolare e arte, hanno gravemente compromesso le possibilità di continuare a diffondere e arricchire la tradizione umanistica stessa.
Nonostante il nostro Paese e tutta la vecchia Europa siano ancora musei a cielo aperto e indegni custodi di tesori artistici la cui sola presenza spinge il mondo intero a viaggiare per vederli e ammirarli, sono proprio coloro che abitano ora le Terre dei maestri e i luoghi leggendari dove le loro opere sono ancora presenti, ad essere ridotti al ruolo di «turisti in patria», spesso ignari dei tesori dispersi o seppelliti nel proprio Paese, spesso privi di interessi per essi, e soprattutto incapaci di comprenderne e apprezzarne il valore universale.
Da queste premesse è comprensibile come non sia considerata una priorità investire risorse per curare, proteggere, e valorizzare quei capolavori in modi che non siano riducibili a mero sfruttamento a scopo turistico ed economico delle risorse che i nostri avi ci hanno lasciato affinché ne fossimo meritevoli eredi.
Anziché insegnare ad apprezzare i classici e a trarre da essi gli insegnamenti metodologici necessari per diventare nuovi umanisti, si insegna oggi come “rivisitarli”, cioè strumentalizzarli, ridurli, adeguarli ai gusti degradati della cultura di massa. I nomi dei grandi autori e delle loro opere sono ab-usati per nobilitare opere che nulla hanno a che fare con esse, ma che, «citandole», hanno ancora modo di attrarre pubblico e visitatori; e questi ultimi, mentre si illudono di conoscere così i capolavori della tradizione umanistica, finiscono per averne un'idea scorretta e inadeguata, allontanandosi da anziché avvicinandosi a essi.
D'altro canto proprio l'oblio e l’incuria, che gravano sull’opera dei maestri della tradizione umanistica, consentono a falsi maestri di imporsi come nuovi artisti e persino interpreti ed esegeti di quegli autori di fronte a un pubblico che, non avendo modo di conoscerli direttamente né di poter giudicare a confronto l'opera dei classici con quella di chi si spaccia per un nuovo classico, si arrende alle riduttive e devianti “riscritture” e finisce per confonderle con gli oggetti del maltrattamento. Quanti «falsi omaggi» ai maestri, se essi fossero ancora vivi, sarebbero rimandati ai mittenti come «veri oltraggi», in quanto tali non autorizzati né apprezzati! Solo l'assenza di un confronto può consentire a nuovi autori e interpreti di rubare malamente soluzioni dalle opere di classici dimenticati e di presentarne sbiadite imitazioni o infantili trasgressioni a spettatori impreparati. E questi ultimi, non potendo più osservare e ammirare opere che non saprebbero fare - ma potrebbero imparare come farle se solo avessero modo di andare a lezione dai veri maestri - si compiacciono nel vedere che i «nuovi artisti» fanno cose che potrebbero fare anche loro, senza studiare, se solo fossero al posto di quelli.
In controtendenza rispetto allo spreco di risorse per celebrare e commemorare e poi dimenticare questi grandi autori, noi abbiamo pensato e abbiamo mostrato che, pur non potendo materialmente riportare in vita i nostri amati Maestri, è possibile, attraverso la loro opera, dare nuova vita ai loro insegnamenti metodologici, mostrando e spiegando come ricavarli dai loro stessi capolavori.
È diventato urgente ricucire quello strappo dalla tradizione umanistica che ha reso il nostro Paese ormai dipendente, come tanti altri, dalla «cultura di massa», che sta uniformando verso il basso il mondo intero, rendendolo assuefatto a quella droga dell’«intrattenimento» costituita da prodotti spazzatura (per lo più audiovisivi ma anche musicali e letterari), equivalenti al cibo spazzatura, i quali non aiutano i fruitori a crescere, ma anzi li rendono dipendenti dai loro istinti e incapaci di sviluppare e utilizzare quelle abilità intellettive necessarie per affinare il gusto, apprezzare il bello, riconoscere e distinguere l'arte dalla moda, dalla produzione standardizzata (gli stereotipi anziché gli archetipi), e dalla propaganda. Basti vedere come si è sviluppata la Rete Internet, ormai simile a un Far West, dove l'informazione e il rumore sono mescolati in modo tale che sia sempre più difficile selezionare, ricercare, e trovare «informazioni» in un mare di «sentito dire» e di «pregiudizi», cioè di «senso comune», che ormai si confonde con il «buon senso» e lo sostituisce con il pettegolezzo.
Attraverso i nostri «Sistemi di Studio Reticolare» non vogliamo contribuire anche noi a «storicizzare» l'opera di un autore per tirarla fuori da una teca solo in occasione di «commemorazioni»; non intendiamo trattarla, come si fa oggi, solo come un fenomeno rappresentativo di un tempo, di un mondo, di una società, da usare come un pre-testo per raccontarne la storia.
«Usare» l’arte come se fosse solo un documento storico è un modo riduttivo di considerarla, che rivela l'incapacità di riconoscere l'arte stessa, in quanto senza frontiere e senza tempo, e di riconoscere quindi il ruolo formativo che le spetta all'interno di una società e del mondo intero. Chi tratta l'arte come un «pretesto» per introdurre dibattiti politici, sociologici, su temi di attualità, non sa o si dimentica che l'arte non è né «profetica» né «attuale», ma piuttosto «universale».
Ciò che rende un capolavoro di Shakespeare leggibile a distanza di tempo, e da chiunque in qualunque luogo del mondo, non è la sua «attualità» ma la sua «universalità», cioè la capacità di farci entrare nei meccanismi più complessi e nelle profondità dell'animo umano proprio come fa la scienza; quella scienza dell'uomo che nel passato si è sviluppata insieme all'arte offrendo, anche all’arte, gli strumenti per studiare, progettare, capire la complessità dell’arte stessa.
Nel nostro Istituto studiamo come diversi strumenti scientifici - elaborati da discipline che normalmente non si occupano di fenomeni artistici - possano essere applicati efficacemente nello studio e nella progettazione di opere artistiche, proprio come accadeva nel passato quando artisti, architetti, musicisti, pittori, letterati, invitavano i loro allievi e apprendisti a considerare la scienza come una «bussola» per poter ottenere e comprendere la medesima «complessità» che la scienza studia e che l'arte può realizzare imitando la complessità della natura.
Per studiare l’opera di Shakespeare o di Puccini occorrono capacità più vicine a quelle di chi l’ha creata piuttosto che a quelle di chi presuntuosamente se ne vuole fare «interprete» o «critico» senza possedere gli strumenti necessari per indagarla ed esplorarla, i medesimi che ha utilizzato l'autore per progettarne ogni parte e ogni aspetto.
Per ogni opera che prendiamo in esame noi ne studiamo le soluzioni, le strategie, e l’architettura, proprio come se si trattasse di una partita a scacchi di cui vogliamo scoprire regole e strategie, sapendo che chi l'ha giocata non è un dilettante come, spesso, chi la fruisce, ma un inarrivabile maestro da cui possiamo apprendere una lezione di metodo. E sappiamo che ogni volta che non ne comprendiamo i meccanismi dobbiamo crescere ulteriormente, per poter essere all'altezza dell'impresa che l'autore ha compiuto e di quella, più piccola ma non di meno necessaria, che egli ci invita a compiere per apprezzare la complessità del suo progetto.
16. Come affrontare la complessità dell’arte evitando la tentazione di ridurla
La complessità della Scienza della natura e dell'arte può essere affrontata in due modi oppositivi tra loro: il primo consiste nel «ridurla», proprio come fa la peggiore divulgazione, che mentre ci illude di farci entrare in oggetti complessi non ci fa neppure avvicinare ad essi, ma sostituisce alla scoraggiante consapevolezza della nostra ignoranza la più gratificante illusione della conoscenza. A causa di essa archiviamo come cose conosciute fenomeni di cui non abbiamo neppure sfiorato la superficie. Il secondo modo, anziché offrire scorciatoie, invita ad affrontare lo studio della complessità per gradi, colmando così il divario tra la pedagogica e illusoria divulgazione e la seria ma poco praticata ricerca scientifica. In questo caso non si tratta di «ridurre» la complessità di un’opera che richiede evidentemente competenze non ordinarie sia per comprenderla sia per farla, ma di «ricondurla» alle articolazioni e alle soluzioni con cui è fatta e con cui funziona. Queste, se affrontate una ad una, possono consentire sia di esplorare e indagare fenomeni di cui inizialmente non si vedono i confini né la profondità, sia di acquisire tutte quelle capacità necessarie per non trattare oggetti polidimensionali come se fossero una loro caricatura bidimensionale.
Attraverso questa attività di ricerca in cui coinvolgiamo i nostri stessi utenti, diamo loro la possibilità di acquisire via via le capacità necessarie per comprendere e apprezzare la ricchezza di un capolavoro artistico. Così essi scoprono di poterne cogliere, gradualmente, sempre qualcosa di più, spingendosi sempre più avanti nell’indagine, superando i propri limiti e pregiudizi, e imparando a trattare fenomeni che richiedono abilità non comuni.
Attraverso i «Sistemi di Studio Reticolare» gli utenti possono espandere al contempo le proprie conoscenze e competenze. Via via che scoprono qualcosa sono invogliati a scoprirne un'altra correlata con essa; e via via che acquisiscono nuovi strumenti, per cogliere quel che prima non vedevano, sono invogliati ad acquisirne di nuovi per vedere cose che ancora non sono riusciti a vedere perché non indossavano le lenti più adeguate. Scoprendo nuove prospettive sono invitati a tornare sui loro passi per osservare con esse quello che prima non avevano colto e per scoprire correlazioni con oggetti che non immaginavano interrelati con quelli che avevano scoperto.
In questo modo noi creiamo un labirinto conoscitivo che, come la mappa mentale creata da un bravo investigatore, rende esplicita l'architettura di un progetto artistico (il labirinto narrativo creato dall’autore) di cui a prima vista si scoprono solo gli effetti ma non se ne comprendono le cause.
Noi non vogliamo che i nostri utenti divengano degli analisti incapaci di godere della bellezza dell’arte; al contrario vogliamo che, attraverso strumenti di studio adeguati, essi possano cogliere tutta la bellezza racchiusa in un'opera che non dovrebbe soltanto sfidare gli utenti a comprenderne e apprezzarne la complessità, ma anche invitare alcuni di essi a: diventare nuovi autori, trarre da essa ispirazioni, e valutare persino se dedicare la propria vita all'arte e alla scienza.
17. Come prendersi cura insieme degli autori e dei loro fruitori
Con la nostra attività vogliamo prenderci cura di quelle opere e di quegli autori che rischiano di essere dimenticati o peggio maltrattati, usati, e riscritti da chi non ne ha compreso il valore anzitutto sul piano metodologico. Vogliamo che esse tornino a ispirare le nuove generazioni, e in questo senso vogliamo prenderci cura anche dei futuri umanisti, affinché imparino, dai veri maestri, come si fa arte con la scienza adoperando ogni forma espressiva: da quella mono-espressiva del cinema muto, del romanzo, della pittura, fino a quella multi-espressiva, raggiunta solo da alcuni maestri cinematografici e dai grandi maestri del teatro musicale.
Il nostro nuovo Portale, che abbiamo inaugurato alla fine del 2025, ci consentirà di offrire completamente online tutti i servizi educativi e formativi che fino ad ora abbiamo offerto solo in parte online. D’ora in poi persino la progettazione e lo sviluppo dei Sistemi di Studio avverrà online, consentendo ai nostri collaboratori e partner di partecipare, anche a distanza, allo sviluppo dei progetti già in corso o ai nuovi che si aggiungeranno per valorizzare le opere di ulteriori maestri. Da quelle opere, e dai nostri strumenti per anatomizzarle, i nostri utenti potranno apprendere gli insegnamenti metodologici dei più grandi Maestri mentre godranno dei loro capolavori come non hanno mai potuto fare fino ad ora.
18. La nostra proposta di collaborazione per valorizzare gli archivi autoriali
I nostri Progetti relativi ai capolavori della tradizione artistica comprendono: studi multiplanari e multiprospettici; viaggi esplorativi per scoprire le correlazioni implicite con altri capolavori narrativi; cicli di lezioni di composizione, narrazione e messa in scena per studiare l’architettura delle correlazioni interne tra le articolazioni narrative e delle relazioni tra i piani espressivi; mostre virtuali sulla progettazione e le correlazioni delle opere; sistemi di studio reticolari che integrano e correlano, scena per scena, le risorse documentali di archivio relative agli oggetti di studio (edizioni e traduzioni, soggetti, sceneggiature, note progettuali, partiture, libretti, messe in scena…) con gli strumenti di studio da noi elaborati per valorizzarle, cioè per far ricavare da esse le straordinarie capacità degli autori che hanno creato quei capolavori.
Mentre non è così raro trovare edizioni critiche ben fatte per fruire degnamente di un'opera, non è altrettanto facile trovare uno studio, o meglio una serie di studi che consentano di investigarne l'architettura e magari anche le parentele, scena per scena e da una molteplicità di prospettive scientifiche complementari e corrispondenti ai modi con cui è fatta e con cui funziona l'opera.
Potreste trovare uno studio musicologico scena per scena e tuttavia scollegato dalla narrazione; ma già trovare uno studio della narrazione che sia condotto scena per scena è praticamente impossibile; e poi uno studio delle messe in scena a confronto, scena per scena, è introvabile.
Ad ogni modo, se anche questi studi esistessero, separatamente, sarebbero viziati dalla mancanza di interazione tra di essi e da una riduttiva e pregiudizievole prospettiva di studio settoriale.
Ora immaginate di legare tra loro tutti questi strati analitici, compositivi, e progettuali, rendendo possibile saltare dall'uno all'altro per ogni scena presa in esame.
In questo modo potreste:
- comprendere la complessità del progetto autoriale preso in esame
- apprendere le capacità di chi lo ha creato
- apprendere le regole della narrazione artistica, i principi di narrazione e quelli di composizione e integrazione delle forme espressive
Riguardo all’opera degli straordinari autori multiespressivi del Teatro Musicale, in circa trenta anni di collaborazione con l’ “Ufficio Formazione e Progetti Speciali del Teatro La Fenice” abbiamo sviluppato diversi moduli, relativi a diversi titoli, come esempi metodologici di studio dell’opera di quei Maestri e come prototipi per auspicabili Sistemi dedicati a ciascuno di essi. Ora vorremmo sviluppare gli interi Sistemi, per poterli offrire non solo agli utenti della nostra Scuola di Narrazione Artistica Multiespressiva, ma anche ad utenti di altri Enti che operino con analoghe finalità educative e formative. Vorremmo quindi avere come partner tutte le istituzioni nazionali e internazionali potenzialmente interessate a partecipare all’impresa, così da poter realizzare e distribuire, già nei prossimi anni, i primi strumenti di studio sistematici dell’opera pucciniana, verdiana, rossiniana, wagneriana, mozartiana, che, in quanto tali, certamente potranno essere apprezzati in molti ambiti educativi e formativi.
Grazie al Sistema di Studio Reticolare ognuno dei titoli da noi considerati verrà correlato, scena per scena, a una molteplicità di lezioni e di studi complementari tra loro, per consentire così agli utenti di analizzare, da una molteplicità di prospettive e a diversi livelli, le soluzioni narrative e compositive presenti nell’opera del Maestro, e di ricavare, da esse, i principi universali da lui stesso utilizzati per elaborarle; così potranno anche imparare a riconoscerli nelle soluzioni elaborate in altre opere, da lui stesso o da suoi diretti e indiretti allievi o maestri.
Per realizzare questo piano siamo dunque alla ricerca di partner, sostenitori, promotori e benefattori. Chiunque voglia aiutarci potrà fregiarsi di aver contribuito alla realizzazione del Sistema e alla sua distribuzione al mondo intero, affinché tutti, dai semplici appassionati ai professionisti, possano fruirlo online e in versioni multilingua, adottandolo come strumento innovativo non solo per comprendere le innumerevoli qualità dell’opera pucciniana, ma anche più in generale per studiare la narrazione, la composizione, e la messa in scena del Teatro d’Opera.
Noi vogliamo offrire gratuitamente tutti i nostri strumenti a chi merita di averli a disposizione per crescere e per aiutare altri a crescere: a tutti coloro che vogliano imparare, da maestri d’eccezione come si crea e si fa funzionare un capolavoro del Teatro d’Opera, e a coloro che vorrebbero ricevere insegnamenti per praticare anche altre forme di narrazione multiespressiva utilizzando più forme compositive, proprio come riuscirono a farlo autori cinematografici straordinari come Chaplin, Disney, Hitchcock, che ci hanno lasciato capolavori immortali in cui le cui componenti espressive - musicale, teatrale e letteraria - si fondono in un unico perfetto racconto multiespressivo.
Ma per raggiungere l’obiettivo di rendere pubblico il nostro lavoro e di poter offrire l’accesso gratuito a tutti gli studenti meritevoli che vogliano frequentare la nostra Scuola di Narrazione Artistica Poliespressiva, unica al mondo per il servizio che offre, dobbiamo coprire le ingenti spese per realizzare questi nuovi strumenti di studio, che saranno parte fondamentale dell’interesse che la nostra Scuola potrà suscitare. La partnership con Enti che vorranno sostenerci o collaborare a progetti di comune interesse ci consentirà di partecipare insieme a bandi, di fare richieste a Enti pubblici e privati, e di sollecitare benefattori attraverso il crowdfunding.
Per ogni progetto noi cerchiamo partner interessati anzitutto ad aiutarci ad arricchire la nostra library delle risorse indispensabili per studiare l’arte della narrazione multiespressiva, e quindi a recuperare, editare, e diffondere versioni delle opere e delle loro messe in scena adeguate allo scopo; ma anche interessati a sostenere lo sviluppo di nuovi strumenti per studiare la letteratura illustrata per l’infanzia, il teatro di prosa, il cinema e il teatro musicale in tutti casi in cui abbiano raggiunto forme di narrazione multiespressiva tanto evolute da poter offrire preziosi insegnamenti a quanti, ancora oggi, vorrebbero imparare a praticare la narrazione come forma d’arte, cioè proprio come farebbero coloro che con essa sono riusciti a creare capolavori immortali.
Lo scopo di una partnership è, in sintesi, quello di condividere obiettivi e risorse per realizzare e offrire adeguati strumenti di studio ai propri utenti ma anche ad appassionati di narrazione artistica che vogliano acquisire competenze per diventare esperti intenditori, educatori, cantastorie, autori e interpreti.
Per ogni progetto noi intendiamo creare un nuovo strumento polivalente per diversi tipi di utenti e di usi educativi e formativi. E a tale scopo intendiamo promuovere una collaborazione tra Enti che mettano a disposizione diverse risorse per creare uno strumento nuovo, più adatto per insegnare come funziona l'arte della narrazione multiespressiva.
Solo un piano lungimirante di crescita culturale, condiviso con più Enti che vogliano partecipare all’impresa, può consentirci di realizzare progetti che, per la loro complessità e novità, rappresentino lo stato dell’arte, non solo per quanto riguarda lo studio dell'opera di un grande autore, ma anche, più in generale, lo studio delle regole della narrazione artistica e quello dell’architettura e delle parentele di ogni opera d’arte narrativa, da cui si possano ricavare insegnamenti di valore universale.
Strumenti di questo tipo, tradotti in più lingue, potrebbero raggiungere utenti di tutto il mondo. Così ogni progetto potrebbe dare un apporto per ricreare il tessuto culturale da cui nascano nuovi artisti; e potrebbe anche contribuire a formare chi si trova in un'età cruciale per mettere in moto e sviluppare le capacità elaborative, e non di meno chi si trova in un'età in cui vorrebbe cimentarsi in progetti complessi imparando dai maestri non semplicemente come si narra - cioè come sanno fare in tanti - ma come lo farebbero oggi quei maestri che hanno saputo creare opere senza tempo e senza frontiere.
Imparare a progettare un'opera perfetta sotto ogni aspetto, controllando i diversi piani narrativi ed espressivi per farla funzionare, ed elaborando le soluzioni più adatte dal punto di vista coreografico, musicale, scenografico, letterario, pittorico; imparare a raccontarla dal punto di vista dei diversi protagonisti coinvolti; imparare a ricostruire il labirinto narrativo e ad elaborare nuovi percorsi, nuovi viaggi all'interno del racconto; imparare ad adattare un racconto e riscriverlo con diverse forme espressive, sfruttando al meglio ogni piano espressivo per rappresentarne la complessità: tutto questo potrebbe essere appreso dall'opera di un vero Maestro e tutti quelli da cui lui stesso ha appreso l'arte di narrare multiespressivamente, nonché da tutti coloro che l’hanno appresa da lui.
Dal momento che abbiamo voluto aprire una Scuola di Narrazione Artistica Multiespressiva online, con ambizioni nazionali e sovranazionali e in grado di offrire strumenti interdisciplinari tanto per l’educazione dei bimbi quanto per le specializzazioni professionali, ogni nuovo progetto interamente sviluppato può contribuire a rendere la nostra Scuola lo strumento di eccellenza per chiunque voglia apprendere l'arte dei maestri della narrazione e della composizione multiespressiva. In quanto tale la nostra Scuola stessa potrebbe diventare il complemento ideale di Istituzioni che vogliano offrire sia al pubblico che agli artisti un'opportunità per crescere su molti piani. Questa esperienza cognitiva potrebbe diventare un punto di riferimento imprescindibile per chiunque ami la narrazione artistica, voglia imparare a goderne di più, e addirittura voglia imparare a farlo seguendo gli insegnamenti dei Maestri.
Il contributo che potrebbero dare i nostri partner li renderebbe di fatto, oltre che per convenzione, partecipi di progetti che, singolarmente e nelle loro relazioni, potranno contribuire a creare un sistema di studio unificato della narrazione multiespressiva. Lo sviluppo di ogni nostro progetto stimola una feconda interazione tra lo studio del teatro musicale, del cinema, del teatro di prosa, del racconto letterario, del racconto letterario illustrato per l’infanzia. E ogni nostro progetto può quindi interessare diversi tipi di Istituzioni, come Scuole, Accademie, Università, Conservatori, che potrebbero adottare i nostri strumenti e proporli ai loro allievi per dare loro la possibilità di studiare le forme dell’arte narrativa avvalendosi della lezione metodologica dei più grandi narratori di ogni tempo e luogo.
Quello che gli utenti dei nostri Sistemi di Studio possono apprendere studiando l'opera di Shakespeare, di Hitchcock, di Rostand, di Dickens, non riguarda solo l’opera di questi autori e l’ambito in cui essi hanno operato. Grazie ai nostri Sistemi possono comprendere e apprendere le soluzioni multi-espressive elaborate da un maestro che ha potuto utilizzare diverse forme espressive per elaborare ogni suo progetto, e possono riscoprile nell’opera di altri autori; al contempo possono espandere ed estendere la loro preparazione scoprendo parentele insospettate con opere che non appartengono al campo artistico di cui si occupano.
L’«utilità» di investire su un Sistema dedicato all'opera di un grande autore si valuta in ciò che esso offre agli utenti: la possibilità di ricavare da quell’opera preziosi insegnamenti non solo per esplorarla e apprezzarne le innumerevoli qualità, ma anche per poter esplorare e apprezzare le qualità di opere di altri autori che hanno condiviso con quell’autore modi di raccontare utilizzando le stesse o diverse forme espressive.
Il valore di un Sistema di Studio Reticolare dedicato ad un capolavoro artistico sta nel favorire la scoperta e l’apprendimento non solo delle soluzioni elaborate dall’autore e dai suoi collaboratori, ma anche di quei principi universali - di narrazione, composizione, messa in scena - che gli utenti del Sistema potranno continuare a indagare e applicare occupandosi dell'opera di altri Maestri e scoprendo correlazioni con quella presa in esame direttamente dal Sistema.
Il risultato più importante che si ottiene utilizzando i nostri Sistemi è imparare a controllare gli stessi meccanismi che l’autore dell’opera presa in esame ha appreso a sua volta studiando l’opera di tanti bravi Maestri della tradizione umanistica.
Se queste premesse vi sono chiare, potete comprendere come mai noi abbiamo l’ambizione di creare una Scuola di Narrazione Artistica Multiespressiva unica al mondo, dotata in esclusiva di strumenti di studio innovativi, e in grado di offrire una formazione realmente interdisciplinare, che valorizzi l'opera e gli archivi dei più grandi autori di ogni tempo e di ogni luogo.
Una specificità dei nostri Sistemi e della Scuola in cui potranno essere maggiormente valorizzati- interagendo con gli altri nostri Sistemi messi a disposizione degli allievi della Scuola stessa - è la multiutenza che potrà avvalersene: dagli studenti ai docenti, dagli studiosi agli autori agli interpreti.
Gli allievi della nostra Scuola, già nel primo anno, possono usufruire, sia in forma di podcast che in diretta streaming, di tutto quello che è già stato da noi sviluppato, interagendo dal vivo con noi e potendo utilizzare tutto quanto è messo a loro disposizione. Possono utilizzare molteplici strumenti e oggetti di studio in una perfetta integrazione tra mezzi e risorse, per ricavare tutte le competenze e le conoscenze necessarie per investigare ed esplorare l'universo artistico creato da un autore e dai suoi collaboratori, ma anche tutto quello a cui quell'universo è correlato e correlabile: dalle fonti a cui è ispirato, alle opere ispirate ad esso, e inoltre a tutte quelle opere implicitamente correlate con esso che condividano gli stessi meccanismi, che potranno essere riconosciuti da tutti gli allievi che avranno appreso la lezione metodologica racchiusa nell’opera di quell’autore e dei tanti con cui ha dialogato.
Per questo intendiamo sviluppare un piano di valorizzazione dell'opera di alcuni grandi autori che consideriamo come nostri stessi Maestri, partendo per ognuno di essi da un esempio indicativo di cosa si potrebbe fare con l'intera loro opera.
Per realizzare i nostri progetti noi intendiamo anche sollecitare tutti i potenziali soggetti interessati a creare una «rete di archivi» che sostenga i progetti stessi, rendendo disponibili documenti digitali raggiungibili dall’esterno, cioè tecnologicamente adeguati per la correlazione, oltre che filologicamente corretti, restaurati, editati, impaginati. A questa rete di archivi potrà corrispondere una rete di Scuole, così come una rete di Teatri che potranno non solo avvalersi di quanto avremo fatto, ma anche diventare promotori di progetti simili, a cui potremo collaborare sia sviluppando analoghi sistemi sia formando nuovi iperautori in grado di collaborare a progetti su opere degne degli stessi investimenti e dello stesso trattamento.
19. Alcune buone ragioni per collaborare con noi a progetti di valorizzazione di archi autoriali e di costruzione di strumenti di studio per apprendere le competenze dei Maestri dai loro capolavori
Ogni sistema che creiamo per valorizzare gli archivi dei Maestri che vorremmo che diventassero anche i vostri Maestri investiga e rappresenta correlazioni indirette, tra risorse documentali esterne ad esso, attraverso studi interdisciplinari, multiplanari, e multiprospettici, che esplicitano e argomentano la natura delle correlazioni implicite. In questo modo potete imparare a ricavare tutto quello che non potete ricevere direttamente da quei dati considerati separatamente, cioè senza considerare quelle implicite correlazioni che li rendono iper-informativi.
Molti sono gli obiettivi che ogni progetto condivide con gli altri su cui si fonda la nostra Scuola di Narrazione Artistica Poliespressiva: come rinnovare le professioni umanistiche; come combattere il degrado culturale; come far nascere nuovi autori di capolavori artistici; come valorizzare l'opera dei più grandi narratori; come far continuare la tradizione umanistica.
Per poter investire su ogni progetto, per impegnare i nostri collaboratori, per poter dare incarichi anche a collaboratori esterni, in modo da rispettare i tempi previsti, abbiamo bisogno di poter contare sulle risorse necessarie. Per questo abbiamo bisogno di partner che investano insieme a noi sullo sviluppo del progetto stesso anche solo per assicurarsi il diritto d’uso per loro stessi e per loro utenti.
Il risultato di ciò che otteniamo con ogni progetto può essere considerato una sorta di vademecum per chi abbia l’intenzione e l’ambizione di imparare come si progetta e come funziona un'opera di grande complessità come quella degli autori di cui ci occupiamo.
Con strumenti come quelli che creiamo per studiare le opere di Shakespeare, di Verdi, di Dickens, di Wilde, di Lubitsch, i destinatari possono fare molte scoperte interessanti su quelle opere e sulle correlazioni con opere di altri autori, perché sistemi cognitivi come quelli che le opere di quei Maestri ci consentono di realizzare permettono, a un utente preparato, non di trovare o ritrovare quello che cerca, ma di scoprire quello che non sa ancora, che non suppone che esista, e quello che non cerca.
Scoprire connessioni impreviste tra fenomeni superficialmente distanti tra loro, per imparare a riconoscere meccanismi profondi, principi universali che sottendono anche alle soluzioni più complesse degli autori e le imparentano tra di loro; comprendere l'architettura di un racconto artistico ed esplorare le parentele implicite con altri racconti artistici; scoprire e imparare a controllare i fondamenti scientifici della progettazione artistica; tutti questi sono obiettivi di ogni nostro progetto, e rappresentano alcune delle specificità del servizio che offriamo agli utenti insieme a quello primario di poter scoprire e apprezzare maggiormente ciò che l'opera di un grande autore racchiude.
Ognuno dei sistemi che decidiamo di realizzare, per le qualità che possiedono le opere di cui ci dà modo di occuparci, da un lato consente di scoprire i meccanismi profondi dell’animo umano, gli stessi che indaga la scienza dell'uomo a livello psicologico e antropologico, ma drammatizzati in forma narrativa da bravi artisti; da un altro consente di scoprire i meccanismi profondi della narrazione artistica, di quella narrazione complessa che sfrutta più piani narrativi e più piani espressivi per riuscire a narrare tanto con poco, a creare sintesi mirabili in pochi versi, in poche immagini, in poche note musicali, attraverso l’ambiguità, le varianti, e le correlazioni che informano attraverso la messa in forma di ciò che, nel linguaggio e nella narrazione quotidiana standardizzata è irrilevante o stereotipato; inoltre invita a esplorare un universo narrativo di racconti varianti imparentati tra loro: fratelli, padri, cugini, figli che improvvisamente si disvelano all'occhio esperto di un intenditore, di un cantastorie, o di un autore che voglia comprendere e apprendere dall'opera di un Maestro tutto ciò che può accrescere le proprie competenze oltre che conoscenze.
Studiare l'opera di un autore come Shakespeare o Puccini o Chaplin o Zweig attraverso i suoi progetti, le sue storie, i suoi personaggi e i loro conflitti interiori, anziché attraverso la biografia e la dietrologica ricostruzione della psicologia dell’autore, ci consente di far entrare gli utenti nella sua bottega autoriale piuttosto che nel suo armadio a frugare tra le sue cose personali per stimolare fantasie feticistiche.
Studiare le opere per intero come «sistemi», anziché prendendo esempi da esse per avvalorare teorie presupposte, ci consente di far apprendere e praticare, agli utenti, la scienza del «narrare in forma mono- o multi- espressiva», ricavando le soluzioni e i principi utilizzati dall’autore attraverso l’osservazione scientifica di come è fatta e come funziona la sua stessa opera.
In questo senso ognuno degli autori di cui studiamo l’opera può diventare «Maestro di narrazione artistica» per le nuove generazioni. C'è un «manuale di metodo» racchiuso nella sua opera, da ricavare studiando l'architettura e le parentele di ogni suo progetto narrativo e compositivo, le interne e le esterne correlazioni in base alle soluzioni ai principi con cui sono costruite e funzionano.
I racconti a cui le opere degli autori si ispirano e quelli ispirati ad esse; le opere dei maestri, degli interlocutori, degli eredi in ogni campo della narrazione artistica; la mappa dei sentimenti e dei conflitti universali; il manuale di narrazione artistica multi-espressiva, i viaggi esplorativi tra opere correlate che condividano alcuni dei meccanismi o che funzionino grazie alle medesime soluzioni, come varianti degli stessi modelli archetipici; sono questi gli oggetti e gli strumenti di cui dispone un utente di un Sistema di Studio Reticolare.
La nostra sfida è creare ogni volta un Sistema in cui gli oggetti di studio e gli strumenti di studio possano essere collegati «reticolarmente», punto per punto (scena per scena), in cui cioè ai potenziali oggetti di studio siano correlate teorie scientifiche applicabili ad essi, in cui tutte le articolazioni delle opere trovino una indiretta e sistematica correlazione attraverso le argomentazioni degli studi, che consentano di connettere esplicitamente principi di teorie scientifiche, non nati per essere applicati all'arte narrativa, ad oggetti narrativi e artistici mai trattati in questo modo.
A sostenerci in questa sfida è la consapevolezza di aver già potuto condurre un lavoro di questo tipo sull’opera estremamente complessa di un autore come William Shakespeare a cui ogni autore implicitamente o esplicitamente si ispira.
La realizzazione di un Sistema di Studio Interdisciplinare poli-prospettico e multi-planare dedicato ad un progetto autoriale può costituire l'esempio perfetto per poter ricercare e coinvolgere partner disposti a investire anzitutto nel completamento del Sistema con ulteriori implementazioni dedicate ad altri progetti dello stesso autore, ma anche nella traduzione in più lingue per distribuirlo in tutto il mondo, e poi nell’estensione del modello formativo ad opere di altri autori.
Ogni progetto può infatti contribuire ad innalzare lo stato dell'arte degli studi sulla narrazione artistica. Per questo ipotizziamo di realizzare diversi workshop internazionali per presentare i nostri Sistemi come un modello di investimento sul futuro di ogni forma d’arte a cominciare dal teatro musicale; un investimento che potrà essere recuperato con la circolazione internazionale dei Sistemi stessi e con il coinvolgimento di altri Enti - Teatri, Università, Accademie d’Arte, Conservatori - potenzialmente interessati ad estendere il progetto ad altri autori e a far dialogare più Sistemi in un Iper-Sistema di Studio della narrazione artistica multiespressiva.
Gli insegnamenti metodologici ricavabili dall’opera di un grande autore potranno aiutare, chi la studierà con uno strumento innovativo come questo, ad acquisire capacità per muoversi con altrettanta padronanza anche in altri campi artistici, sia per intendere che per progettare opere della stessa complessità.
Studiare i conflitti dell'animo umano nel comportamento di «personaggi» che sono più articolati e complessi di qualunque «persona» il cui animo possa essere analizzato da un esperto terapeuta, è un modo non solo per chi studia, ma anche per chi vuole conoscersi e conoscere i meccanismi che muovono il proprio animo, per cogliere ed esaminare, con il distacco necessario, quelle intenzioni, quei comportamenti condivisi, quei conflitti interiori, che emergono studiando i personaggi, le loro storie, e le interazioni tra di esse, cioè come ogni storia di ogni personaggio influisce sulle altre.
Noi pensiamo che qualora un autore riesca a dotare la propria opera delle qualità che occorrono per raggiungere un vasto e composito pubblico, che superi i propri confini nazionali e quelli del proprio tempo, crei le premesse perché la sua opera diventi un modello e un potenziale manuale di studio - da estrarre - per tutti coloro che vorranno apprendere i suoi insegnamenti.
Il nostro piano di portare i grandi autori in cattedra come Maestri di narrazione artistica multiespressiva, consente di riannodare i fili di tanta parte della tradizione umanistica, da tempo dimenticata, e può contribuire a formare nuovi umanisti; può dare una speranza alle nuove generazioni di sopravvivere all'era dell’automazione, e può dare a tutti la possibilità di recuperare quella dignità umana fatta di intelligenza, etica, e morale, che gli uomini ormai riconoscono più negli animali di altre specie e sperano di trasferire alle macchine proprio mentre perdono la loro.
Inoltre rimette al centro quella straordinaria capacità di fare arte con la scienza propria degli umanisti, cioè di quegli uomini che hanno dedicato la gran parte della loro vita alla scienza e all'arte nonché all’insegnamento, non solo per intendere e far intendere le qualità di capolavori universali che attraversano ogni tempo e luogo, ma anche per riuscire a crearne di nuovi.
Superata la fase prototipale, ed estendendo ad ogni campo della narrazione artistica i progetti esemplari realizzati per Shakespeare e per altri autori di capolavori classici, riprendendo progetti avviati ma mai completati per mancanza di fondi, noi vogliamo realizzare un piano ambizioso di valorizzazione delle opere di tutti i Maestri dell’Arte Narrativa, trasformando ogni loro capolavoro in uno strumento di studio e di apprendimento delle loro straordinarie competenze.
Il progetto per trasformare l’opera di un autore in un manuale di composizione, narrazione, e messa in scena, va di pari passo con il progetto di portare alla luce tutta la scienza dell'arte racchiusa nella sua opera, anche grazie all'apporto dei suoi collaboratori e di quegli autori da lui assunti come interlocutori e maestri.
Lo studio delle caratteristiche e del funzionamento di un’opera «totale», modulare, multi espressiva, multi planare e multi prospettica, non potrebbe essere condotto meglio che sull’opera di un autori come Verdi, Wagner, Puccini, che hanno saputo creare per ogni loro progetto un sistema perfetto a più livelli di organizzazione, proprio come l'organismo umano, fatto di più sistemi interagenti tra loro e organizzato a più livelli di funzionamento, da quello biologico che governa il comportamento delle cellule a quello etico sociale che governa il comportamento umano nel gruppo.
Studiare l'opera di uno di questi Maestri vuol dire entrare non solo nella mente di un autore straordinario ma anche in quella dei tanti studiosi e autori straordinari che hanno dialogato con lui indirettamente, a distanza di spazio e di tempo; e non di meno nella mente dei personaggi complessi da lui creati e arricchiti attingendo alle tante fonti di ispirazione artistica: dalle fiabe fino alla più alta letteratura e drammaturgia.
Per questo noi vorremmo avere come partner quegli Enti che vogliano investire nel campo della formazione e dell’educazione che molte Istituzioni Culturali stanno ridimensionando oppure trasformando in semplice promozione degli spettacoli in cartellone. Noi investiamo il nostro tempo e le nostre capacità su opere di autori classici in ogni campo, e ci dispiace che proprio nel teatro di prosa e musicale scarseggino gli investitori sul futuro del teatro stesso. Noi accogliamo con piacere come nostro partner ideale chi è tornato a investire sulle professionalità e i mestieri anche attraverso corsi di formazione specifici.
A questo partner noi possiamo dare un contributo importante e stabilire con esso una feconda collaborazione in un campo tanto cruciale quanto inesplorato: quello della progettazione e del funzionamento di un racconto complesso multi espressivo qual è un’opera teatrale e musicale se viene ideata da un grande Maestro.
Noi siamo pronti per realizzare gli strumenti adatti per studiare il modo di ideare e realizzare i capolavori di grandi autori facendo ricavare soluzioni e principi dalla loro stessa opera. Noi possiamo occuparci dei mestieri cosiddetti creativi, ideativi, progettuali, cioè di quello che un autore deve possedere in più per fare arte, oltre le competenze tecniche, le conoscenze storiche e la conoscenza delle opere di altri autori.
Noi insegniamo cosa c'è di più nell'opera di un Maestro, non come si scrive un’opera qualunque ma come l’ha scritta o la scriverebbe un autore come Tolstoj o Hitchcock o Wagner. Noi creiamo i manuali del futuro basati sullo studio delle opere del passato, i manuali per formare nuovi autori, librettisti, compositori, coreografi e registi che sappiano ragionare come i Maestri. I nostri Sistemi di studio sono il supporto ideale per imparare a: trasformare un romanzo in un libretto o un dramma o una sceneggiatura, comporre un libretto in rapporto alla partitura, pensare una messa in scena in rapporto alla partitura, al libretto, al dramma o alla sceneggiatura, costruire un racconto perfetto che funzioni come un meccanismo a orologeria, costruire un'opera che dialoghi con altre opere.
Ogni progetto contribuisce a far amare la narrazione artistica facendola conoscere per come funziona e per come riesce a raccontare storie complesse che non potrebbero essere narrate in altro modo. Anche se i nostri Sistemi offrono diversi livelli di accesso e di utilizzo, nessuno di essi è assimilabile a quell’attività di promozione o divulgazione che sostituisce la conoscenza con l’illusione della conoscenza. I nostri Sistemi possono essere considerati un antidoto a idee come lo “svecchiamento dei classici”, che presuppongono erroneamente che un capolavoro artistico invecchi; o a idee come la «riduzione dei classici» per far avvicinare il pubblico ad essi, che presuppone erroneamente che la complessità dell’arte non possa essere affrontata da un pubblico inesperto.
I nostri Sistemi offrono strumenti di studio a chiunque, secondo i propri interessi e le proprie ambizioni, e tengono conto del livello da cui l’utente parte nell’avventura conoscitiva. Già il livello introduttivo del Sistema consente di entrare nei progetti dell’autore con competenza, cogliendo aspetti che la sola fruizione o la fruizione accompagnata da aneddoti e conoscenze sul contesto, piuttosto che sul testo, non consente di ottenere.
Il dilemma della volpe di fronte all’uva, risolto sbrigativamente dai potenziali utenti considerando l’uva non interessante, rivela lo stato d’animo di chi di fronte a oggetti complessi, senza preparazione e senza guida, avverte la propria incapacità e anziché cercare di porre rimedio se ne vergogna e trova una soluzione per giustificare la fuga. A quel dilemma bisogna rispondere non abbassando l’albero, come accade oggi di fronte agli effetti collaterali di un sistema educativo che non ha funzionato, ma insegnando ad apprezzare l’uva, facendo venir voglia di ottenerla, e insegnando come scalare quell'albero poco a poco, dove l'uva viene offerta a chi se la merita.
Noi crediamo che l’arte sia un diritto universale, ma occorre essere preparati per poterne godere. L'idea di ridurre l'opera per renderla accettabile ad un pubblico impreparato non può essere la soluzione per avvicinare il pubblico all’arte narrativa nella forma più complessa. I nostri Sistemi mostrano una strada percorribile per ottenere insieme sia un’utenza più preparata, sia una maggiore diffusione e un maggiore apprezzamento dell’arte narrativa, studiata e rappresentata in modo rispettoso dei progetti autoriali.