Spettacoli

La metodologia 

Grazie alla collaborazione con alcuni teatri, di prosa e musicali, e in occasione di alcuni importanti eventi in partnership con Istituzioni culturali ed educative, abbiamo elaborato numerosi progetti innovativi per realizzare spettacoli multimediali, che almeno in parte sono già stati messi in scena una prima volta. 

Negli anni abbiamo potuto studiarne versioni sempre più articolate, e adeguate a sostenere i progetti a cui ciascuno di essi è correlato. 

Ognuno di questi spettacoli è stato pensato infatti non solo come evento autonomo, per rimettere in scena in modo rispettoso i capolavori dei maestri della tradizione umanistica e per soddisfare un pubblico esigente che ancora ricerca messe in scena di qualità. 

Abbiamo concepito questi spettacoli anche come strumenti promozionali per coinvolgere un pubblico più vasto nei nostri progetti educativi, quelli con cui da anni trasformiamo le opere immortali dei nostri maestri in manuali di studio per apprendere le straordinarie competenze autoriali in esse racchiuse.

Ogni spettacolo va inteso come parte di un piano informativo e formativo più ampio rivolto tanto a chi ha già acquisito gli strumenti necessari per comprendere la complessità del progetto artistico a cui è dedicato, quanto a chi non li possiede ancora, e perciò vuol ricevere il nostro aiuto sia per scoprire nuovi tesori artistici da fruire, sia per acquisire gli strumenti necessari per poterne apprezzare la bellezza. 

In questa prospettiva ogni spettacolo è stato pensato anzitutto per soddisfare i nostri allievi ansiosi di esercitare le competenze già acquisite. Pensiamo sempre a loro quando prendiamo in considerazione l’ipotesi di un nuovo spettacolo, affinché essi possano godere delle qualità di un allestimento che onori chi ha elaborato il progetto narrativo e al contempo dia soddisfazioni a chi ha studiato e si è preparato per apprezzarlo. 

Nondimeno ogni nostro spettacolo nasce per stimolare nuovi utenti ad interessarsi ad opere narrative che fino ad ora non hanno avuto modo di conoscere realmente e di apprezzare nella loro complessità, non solo a causa di allestimenti riduttivi e di inadeguati succedanei, ma anche a causa della loro stessa impreparazione alla fruizione e allo studio dell’arte narrativa. 

Se con ogni nuovo progetto di «sistema di fruizione e studio reticolare» vogliamo far conoscere e apprezzare l’opera di un grande autore e i suoi impliciti correlati, con i nostri progetti di allestimenti vogliamo contribuire a mettere in circolazione interpretazioni più adatte a rappresentare i progetti autoriali da cui nascono. 

In questo momento storico i nuovi autori e registi amano «usare» i nomi e i titoli dei grandi autori del nostro passato riferendosi ad essi per nascondere le loro incapacità, e giustificando vergognose operazioni di “rivisitazione”, “dissacrazione”, e “attualizzazione” di capolavori classici come doverosi “omaggi” ai maestri; ma perché non chiamarle più correttamente “oltraggi”, compiuti in nome di revisioni ideologiche iconoclaste? Di fronte a questo scempio, con cui si cerca di sostituire i capolavori del passato con delle caricature “attualizzate” e «politicamente corrette», noi vogliamo esemplificare come sia possibile rispettare i progetti autoriali dei grandi artisti, anche elaborando e realizzando interpretazioni originali, ma pur sempre mirate a rappresentarne la complessità piuttosto che a ridurla o ignorarla attraverso sovrainterpretazioni che li rendano più avvicinabili e accettabili da un pubblico impreparato ad apprezzarli così come sono stati pensati dai loro autori.

I nostri spettacoli, così come i nostri sistemi di studio, nascono dalla «correlazione» di opere che rivelano tutta la loro ricchezza proprio attraverso l’accostamento con altre, che ne costituiscono varianti, premesse, sviluppi, per invitare i fruitori a scoprire le strutture logiche comuni. 

Inoltre con i nostri spettacoli vogliamo esemplificare come si possa esercitare e sfruttare a pieno la composizione multiespressiva, come si possano creare interazioni tra le forme mediali, e come si possa coinvolgere il pubblico in un’esperienza multisensoriale invitandolo a ricercare in ogni piano espressivo informazioni diverse e complementari rispetto a quelle veicolate dagli altri.

I nostri spettacoli non si esauriscono nello spazio/tempo di una performance ma continuano si espandono attraverso una molteplicità di esperienze che sono proposte al fruitore che è rimasto interessato da una di esse.

I nostri spettacoli sono compositi e non possono essere fruiti attraverso un solo canale mediale o in una serata. Sono stanze di un immaginario spazio polidimensionale che si aprono l’una dopo l’altra al fruitore curioso che non si accontenti di quello che ha ricevuto entrando e assistendo a quello che gli si presenta in una di esse. 

Grazie ai nostri iper-spettacoli i fruitori non solo possono assistere ad una molteplicità di testi che si incontrano nello spazio/tempo di una messa in scena, ma sono anche invitati ad entrare in nuovi spettacoli correlati, a seguire imprevisti sviluppi seriali e ad esplorare labirinti narrativi in cui spettacoli nati separatamente rivelano insospettate affinità e parentele che li legano tra loro implicitamente. 

In questo modo possiamo attuare la volontà degli stessi autori di rieditare opere nate in momenti diversi ma pensate da loro stessi per essere riordinate in una forma più adatta a tenere comprensibile  il progetto da cui nascono. 

Inoltre possiamo tornare a far dialogare tra loro, sullo stesso palcoscenico virtuale, autori che attraverso i loro testi – e in alcuni casi anche in vita – si sono parlati e influenzati tra loro, che hanno sviluppato le possibilità logiche di progetti comuni, che si sono passati la staffetta di ricerche e progetti nati prima di loro e continuati da altri dopo loro stessi.