I Sistemi di Studio Reticolare

La metodologia · I progetti

I «Sistemi di Studio Reticolare» sono il mezzo più efficace che abbiamo costruito, negli anni, per rendere fruibili agli utenti i nostri studi «poliprospettici» dei capolavori della narrazione artistica; gli studi con cui ricerchiamo ed esplicitiamo le soluzioni narrative ed espressive elaborate dagli autori, le implicite correlazioni, e i  principi universali di narrazione e composizione da loro utilizzati e condivisi. 

I Sistemi sono anche il nostro modo di intendere e di realizzare i manuali per apprendere i mestieri umanistici, trasformando archivi inerti e irrelati di grandi umanisti del nostro glorioso passato in strumenti per formare gli umanisti del futuro. 

I Sistemi sono uno strumento polifunzionale, che da un lato permette di valorizzare gli archivi dei maestri, e da un altro consente di ridare voce a quegli stessi maestri in veste di tutor virtuali. Ad essi, attraverso i Sistemi abbiamo affidato il compito di insegnare alle nuove generazioni come si creano capolavori immortali, affinché la nostra tradizione umanistica possa continuare a vivere anche attraverso l’opera di nuovi umanisti degni eredi degli insegnamenti di chi l’ha creata e arricchita per secoli. 

Per creare i Sistemi ci avvaliamo delle soluzioni metodologiche che ci contraddistinguono, e delle soluzioni tecnologiche che sperimentiamo adattando e sfruttando al meglio le tecnologie disponibili per la distribuzione digitale online.

Nei «Sistemi di Studio Reticolare» raccogliamo, integriamo e sviluppiamo la lezione metodologica dei nostri maestri, scienziati che solo in alcuni casi e solo marginalmente si sono occupati di narrazione, ma che ci hanno insegnato, con l’esempio, come si trattano, cioè come si indagano e come si progettano, fenomeni complessi quali la narrazione artistica. 

Rispetto agli inizi della nostra attività gli obiettivi non sono molto cambiati: continuiamo a condurre e ad offrire, ad allievi, docenti, professionisti, le nostre «esplorazioni» ed «investigazioni» di capolavori senza tempo, che scegliamo da ogni campo della narrazione artistica; al contempo ci adoperiamo per insegnare agli utenti «come» cogliere e apprezzare la ricchezza dei capolavori stessi, come cioè ricavare gli insegnamenti metodologici e morali racchiusi in ciascuno di essi. Mentre invitiamo gli utenti a seguirci nelle nostre indagini, e a fruire dei risultati in forma di appassionanti viaggi intra-  e inter- testuali alla ricerca delle soluzioni autoriali e delle correlazioni tra di esse, cerchiamo anche di far apprendere la medesima metodologia di studio analitico e progettuale che noi stessi coltiviamo e applichiamo nella nostra attività, necessaria tanto per studiare quanto per praticare la narrazione artistica.

I «Sistemi di Studio Reticolare» sono il più sofisticato strumento che abbiamo ideato per assolvere entrambe le funzioni: dare cioè agli utenti l’opportunità di apprezzare maggiormente i racconti artistici facendone scoprire la «complessità» non visibile «ad occhio nudo», e al contempo insegnare loro «come» si studiano – analiticamente e progettualmente – i racconti stessi. 

I Sistemi di Studio Reticolare sono il risultato metodologico e tecnologico più avanzato che abbiamo raggiunto in anni di ricerche e sperimentazioni, di studio e di progettazione di sistemi cognitivi per l’e-learning, per l’editoria elettronica, per la valorizzazione degli archivi digitali, per la formazione e per la manualistica. 

Da alcuni anni abbiamo cominciato a ideare e sviluppare i Sistemi nelle «Botteghe Virtuali», in cui – a distanza – collaboriamo tra di noi e formiamo i nuovi collaboratori mentre realizziamo i Sistemi stessi. In questo modo il processo di produzione dei Sistemi, che dalla progettazione giunge fino alla distribuzione agli utenti intermedi e finali (negli «Ambienti di Studio» anch’essi virtuali), può essere finalmente gestito del tutto online.

La ricerca tecnologica continua ad essere al contempo la soluzione e la complicazione per realizzare i Sistemi di Studio Reticolare, dal momento che non abbiamo ancora né trovato né sviluppato software che possiedano tutte le caratteristiche che ci occorrono per dare loro una perfetta realizzazione. Ma mentre continuiamo ad aggiornare le soluzioni tecnologiche con cui sviluppiamo nuovi prototipi che offrano qualche vantaggio in più nell’interazione con i nostri utenti, siamo lieti di poter annunciare che la metodologia che ci caratterizza ha avuto importanti sviluppi, di cui siamo molto orgogliosi. 

Anzitutto siamo ormai vicini alla formulazione di una «Teoria unificata della narrazione artistica», e prevediamo di poter condividere, a breve, tra tutti i Sistemi, un Sistema articolato in forma di «manuale metodologico», che funzionerà come «presupposto teorico» per i Sistemi passati e futuri.

Esso costituisce la preliminare sistematizzazione meta-teorica dei «principi narrativi» che adottiamo, in ogni Sistema di Studio Reticolare, come presupposti metodologici; inoltre risponde alla necessità di linkare, dall’interno dei Sistemi, le «definizioni» dei «principi» assunti nei nostri studi sistematici e poliprospettici dei racconti artistici, scena per scena e principio per principio.

I principi sono al contempo ciò che noi riscopriamo in ogni grande capolavoro, pur diversamente utilizzati dagli autori per elaborare le soluzioni narrative, e ciò che noi stessi adottiamo come pietre di paragone, per poter confrontare le soluzioni autoriali e ricercare le correlazioni tra di esse.

Negli anni abbiamo messo a punto prototipi di Sistemi sempre più sofisticati, che ci hanno convinto che lo «studio reticolare» ben si adatta a oggetti complessi come i capolavori della narrazione artistica, concepiti labirinticamente come sistemi di domande e di risposte, come reticoli di storie intrecciate, come architetture perfette con pochissimi e rarissimi margini di casualità. 

Non sappiamo se rallegrarci o sconfortarci quando consideriamo che di tutto ciò che noi siamo riusciti a scoprire e insegnare,  studiando la struttura e le forme dei capolavori della narrazione prodotti dalla nostra tradizione umanistica, non vi sono che labili tracce, intuizioni, accenni nelle innumerevoli pubblicazioni critiche che di quei capolavori si sono occupati. 

Da un lato questo continua a farci sentire pionieri, esploratori di territori ancora poco conosciuti nonostante il proliferare di studi che tuttavia hanno appena scalfito la superficie di quelle apparentemente inspiegabili costruzioni del «genio» umano; da un altro ci sentiamo perplessi e spaventati nel trovare così pochi compagni di avventura; e siamo ancora sorpresi quando ne troviamo qualcuno, solitario, dimenticato e frustrato, proprio come rischiamo di diventare noi stessi, senza alcun sostegno da parte di coloro che dovrebbero aiutarci a sviluppare e a moltiplicare iniziative come la nostra. 

Anche i nostri stessi maestri sono stati pensatori solitari, spesso giudicati matti, geni incompresi e incomprensibili, sempre trattati con sufficienza da quelle Istituzioni di ricerca che ancora preferiscono investire su progetti per «sfruttare» il degrado culturale piuttosto che per «combatterlo». 

Ma noi non ci siamo arresi in oltre quaranta anni di attività, e non lo faremo ora; anzi cercheremo, con il nostro Portale e la diffusione dei nostri servizi e prodotti, di far emergere e di collegare quelle menti e quelle iniziative che, come la nostra, si adoperano per costruire strumenti più efficaci per favorire la crescita culturale, l’educazione interdisciplinare, la formazione artistica «e» (non «o») scientifica, e per far nascere veri umanisti contemporanei; non come quelli che si servono di ambigue etichette – quali «digital humanities» – per nobilitare attività che nei fatti negano la tradizione a cui sembrano ispirarsi.

Finalmente, dopo anni di sperimentazioni, possiamo annunciare di star realizzando gli strumenti di studio di cui noi stessi avremmo voluto disporre da ragazzi, quando, inoltrandoci per la prima volta nei labirinti narrativi dei capolavori della nostra Civiltà, ci sentimmo impreparati a comprenderne la ricchezza, pur godendo di un’istruzione scolastica ben più articolata e ricca di quella che la Scuola attuale offre ai ragazzi. 

I Sistemi di Studio Reticolare realizzano il nostro sogno di creare un ambiente virtuale – reso finalmente possibile dall’impiego delle tecnologie digitali – in cui sia possibile esplorare l’universo della narrazione artistica muniti di una strumentazione scientifica adeguata per poter sciogliere gli enigmi che appaiono irrisolvibili al fruitore inesperto. 

Abbiamo sempre pensato che per affrontare oggetti «complessi» occorresse dotarsi di sistemi di studio altrettanto complessi. Ora siamo sempre più convinti, anche grazie ai risultati ottenuti, che per studiare oggetti «poliedrici» sia necessario osservarli da più prospettive, indossando molte paia di occhiali, ciascuno adeguato all’aspetto e al livello a che si affronta durante lo studio.

Fin dai primi studi avevamo compreso che l’«indagine» e l’«esplorazione» dovevano essere due momenti, non due modi alternativi, per trattare questo tipo di oggetti. Scoprire e inseguire correlazioni tra racconti non può, infatti, essere praticato senza aver analizzato i racconti per cogliere, ai giusti livelli, quei «denominatori comuni» che soli possono consentire di scoprire «correlazioni implicite» non immediatamente osservabili. 

Nei nostri Sistemi abbiamo previsto sia un potente strumento di indagine, il «Sistema Cognitivo Reticolare», sia un potente strumento di esplorazione, Il «Sentiero Esplorativo Reticolare». Grazie alla loro complementarità gli utenti dei nostri Sistemi possono da un lato indagare l’architettura di un racconto artistico, investigando scena per scena e da una molteplicità di prospettive i suoi meccanismi di funzionamento, cogliendo le correlazioni tra le sue articolazioni in base ai principi utilizzati dall’autore per elaborare le soluzioni narrative ed espressive; da un altro possono esplorare le correlazioni esterne al racconto stesso viaggiando tra tanti altri racconti implicitamente imparentati con esso, cogliendo ed esplicitando i denominatori comuni, ricostruendo i modelli logici condivisi, risalendo agli archetipi originari, e infine riconoscendoli come varianti di una medesima famiglia.

Quelle false mappe concettuali e ricerche interdisciplinari, con cui la Scuola crede e fa credere di cogliere connessioni tra i testi, non sono altro che una confessione di una grave impreparazione della Scuola stessa a svolgere il compito che le è assegnato. Esse rivelano che persino la Scuola oggi insegna ai ragazzi ad affidarsi agli automatismi, ai luoghi comuni, ai cliché, che, insieme agli istinti, rendono gli allievi, già da giovanissimi, inconsapevoli automi, incapaci di «connettere» realmente, perché incapaci di sfruttare quella «memoria elaborativa» di cui inutilmente ancora dispongono, prima di renderla irreparabilmente atrofizzata nella loro vita da adulti.

I Sistemi di Studio Reticolare sono lo strumento innovativo che abbiamo creato appositamente per stimolare, allenare e sviluppare la «memoria elaborativa», per far crescere i ragazzi e per mantenere vivi intellettivamente gli adulti, insegnando loro a coltivare, sin dalla tenera età, quelle capacità che presiedono alla ricerca artistica e scientifica.

Non si tratta di sollecitare «associazioni» per automatismi e istinti; quelle, come insegna Pavlov, le fanno anche i cani, (senza offesa per i cani) e non aiutano a sviluppare capacità né analitiche né progettuali. Si tratta invece di stimolare la corteccia cerebrale a creare nuove sinapsi correlando ogni nuova informazione a quelle già depositate, imparando a trarne di nuove dalla loro correlazione, esplicitando e rigorizzando i criteri di correlazione. Per far questo occorre liberarsi dagli automatismi, e applicare la memoria elaborativa a oggetti che la stimolino e la sfidino a superare i limiti già raggiunti, proprio come ci hanno insegnato quei nostri maestri, scienziati e artisti, capaci di fare e studiare arte con la scienza. 

È dai loro insegnamenti metodologici, e dai loro straordinari esempi, che abbiamo tratto l’idea di costruire i «Sistemi di Studio Reticolare»: per rendere più sistematico, esplicito,  rigoroso quello abbiamo imparato a fare, dapprima per noi stessi, e poi per voi, sviluppando e applicando la loro lezione.

Attraverso i Sistemi noi insegniamo a investigare e a ideare apprendendo e utilizzando le medesime capacità di coloro che hanno creato i capolavori a cui dedichiamo i nostri Sistemi, dai quali traiamo e invitiamo a trarre insegnamenti metodologici e morali.

Nulla può aiutare ad assolvere meglio a questo compito che lo studio del funzionamento di quegli oggetti straordinari e appassionanti costruiti da chi, liberandosi dagli automatismi, è stato in grado di inventarli; quegli oggetti  che non si esauriscono e non si dimenticano, che non sono pause nella vita ma che insegnano a vivere, perché aiutano a immaginare come potrebbe essere la vita che tutti vorremmo, e di conseguenza ci invitano a cambiare la vita com’è. I capolavori della narrazione artistica sono da sempre gli oggetti ideali su cui sviluppare ed esercitare quelle capacità elaborative che viceversa la Scuola attuale inibisce.

I Sistemi di Studio che noi realizziamo aiutano gli utenti ad entrare nei meccanismi della narrazione artistica ragionando al contempo come uno scienziato e come un artista, o meglio come un umanista in grado di studiare e fare arte con il rigore della scienza, capace di comprendere come fanno i testi di altri autori ad appassionarlo, e come può lui stesso costruirne di nuovi creando legami con il lavoro dei propri maestri, elaborando nuove varianti, stabilendo implicite parentele tra i propri progetti e quelli di altri che li hanno preceduti e che li seguiranno. 

Se siete rimasti delusi da quella Scuola che vi ha fatto studiare separatamente «manuali» e «libri di lettura», se siete rimasti frustrati non trovando nei manuali strumenti scientifici da poter utilizzare per comprendere ciò che trovavate nei libri di lettura (e più in generale in ogni libro di «storia» delle arti), se vi è parso strano non scoprire connessioni tra le materie scientifiche e quelle artistiche eccetto quelle superficiali di carattere «storico», noi abbiamo creato per voi  Ambienti di Studio virtuali dove ciò che si apprende dalla scienza – strumenti metodologici – può essere sperimentato sull’arte, o meglio può essere ricavato dall’arte per poi essere riapplicato su altra arte, per comprenderla e per farla. 

In ogni vero oggetto artistico c’è infatti tanta scienza: tutta quella racchiusa nelle soluzioni elaborate dagli autori per ideare architetture complesse, che appaiono solo quando si toglie l’intonaco che nasconde le articolazioni, le soluzioni e le correlazioni implicite di quei capolavori. 

Immaginate ora di essere già in grado di riconoscere i meccanismi di funzionamento di un racconto artistico, e, con essi, di far emergerne il progetto; immaginate di fare la stessa cosa con altri racconti, e poi di applicare le vostre nuove capacità al confronto tra i progetti per ricavare i modelli logici condivisi da essi. Potrete esplicitare le regole del gioco implicite in tutte le partite giocate da quegli eccelsi giocatori che vi hanno offerto la gioia di poter conoscere e apprezzare i risultati dei loro sforzi: le loro opere. 

Ora immaginate di poter esplorare un più vasto universo narrativo dotati di quei modelli logici, e di poter iniziare a scoprire tante altre varianti (perché così vi appariranno i nuovi o vecchi racconti che osserverete) anche laddove non avreste immaginato di trovarne.

Ecco, attraverso i nostri Sistemi potrete fare e apprendere tutto questo senza dover viaggiare materialmente al di fuori di essi; non perché sono come la borsa senza fondo di Mary Poppins, ma perché sono tutti correlati tra loro e sono correlati a tutte le risorse in rete che i nostri partner virtuali hanno pubblicato online senza neppure sospettare quale uso noi avremmo fatto di esse, correlandole indirettamente tra loro attraverso i nostri Sistemi.

Pensate ora a quegli archivi polverosi che quasi ogni Istituzione Culturale possiede, raccolti in scatole impilate in scaffali e scantinati (talvolta persino allagati, ammuffiti, compromessi al punto da provocare la perdita delle informazioni legate ai supporti); e pensate anche a quegli archivi digitalizzati e resi disponibili online ma frequentati solo da specialisti della materia o da studenti alla ricerca di citazioni e illustrazioni per le loro tesi e tesine. 

Pensate a tutte queste risorse irrelate e spesso abbandonate proprio come i beni culturali a cielo aperto del nostro Paese, a volte raccolti in musei e chiese, la maggior parte dei quali, non essendo nel mirino dei mass media o non essendo entrati negli itinerari turistici, non vengono neppure tutelati e custoditi come dovrebbero.

Questi «tesori» sono di solito giudicati senza «valore di mercato», e perciò appaiono privi di interesse a chi si occupa solo di ciò da cui può  «trarre profitto», mentre noi ancora crediamo che «valorizzare» sia una meritoria attività «non profit» finalizzata a trarre valore educativo e formativo dalle opere della nostra tradizione umanistica. Purtroppo però quegli stessi tesori finiscono non di rado per essere oggetto delle attenzioni di indegni eredi e curatori che non conoscono e non immaginano il «valore» (educativo e formativo) che essi potrebbero avere – ancora – per la crescita del nostro Paese. Ma gli stessi si vantano di conoscerne il «prezzo», e si illudono di poterli sfruttare economicamente ricattando i pochi interessati, dando loro accesso al «patrimonio» artistico a condizioni da «collezionisti», certi di ricevere prima o poi grandi soddisfazioni con un compenso adeguato per il loro sfruttamento, ad esempio ad uso pubblicitario (niente di meglio che avere un bene culturale come sfondo, usarlo come location per vendere oggetti di moda o per organizzare eventi presuntuosamente raffinati).

Il paradosso è che le politiche per i beni culturali – compresi quelli narrativi di valore artistico, che a noi interessano particolarmente – riguardano soltanto la loro conservazione e protezione. Da un po’ di anni, grazie a qualche iniziativa meritoria, hanno almeno cominciato a includere nella «tutela» anche la «digitalizzazione», per preservare le informazioni sganciandole dai supporti, destinati a deperire a causa del naturale deterioramento, dell’usura, e dell’incuria degli stessi curatori. 

Ma è evidente che la sola conservazione induce persino nei conservatori la domanda «a che scopo?». La storia ha seppellito tanta arte che noi ostinatamente ricerchiamo e riportiamo alla luce; e il progresso ha fatto strage di capolavori per fare posto a presunti altri. La nostra mente, poi, dimentica così facilmente, se i ricordi non sono connessi tra loro e a quelli che si aggiungono via via con l’esperienza attuale. Non basta neppure la motivazione turistica, che è evanescente e mutevole con le mode, per giustificare  investimenti continuativi necessari per la tutela dei capolavori del nostro passato. Al contrario, la ragione spesso addotta, di mantenere la memoria storica del proprio passato anche per evitare di ripetere errori fatali, giustifica a volte il mantenimento di obbrobri da cui eviteremmo volentieri di essere circondati; e per di più questo non basta per evitare che se ne aggiungano altri.

Smettere di investire nella tutela di beni culturali di valore artistico equivale ad abbandonarli e con il tempo cancellarli. Occorrono motivazioni più forti per decidere di investire su di essi, non solo per conservarli e celebrarli, non solo per mostrarli con orgoglio ai pochi che sanno ancora apprezzarli. Occorre dar loro quel ruolo che essi possono svolgere meglio di qualunque altro mezzo, che consiste proprio – secondo noi – nel farne strumento di educazione per le nuove generazioni e di formazione per coloro che vogliono imparare a creare capolavori altrettanto belli, in grado di superare ogni confine geografico temporale e sociale, nuovi classici che ricreino la continuità interrotta con la nostra tradizione umanistica.

Il nostro lavoro nasce dalla constatazione che da decenni l’utilizzazione, lo sfruttamento, o la «valorizzazione» – che dir si voglia – del «patrimonio» artistico oscilla tra il considerarlo: A) una spesa senza ritorni e perciò tanto doverosa quanto procrastinabile a fronte delle continue crisi ed emergenze economiche B) un’opportunità, sia pure limitata dagli interessi del turismo, dei mass media e della pubblicità, per trarne denaro e ripagare le doverose e dispendiose spese di mantenimento C) un modo per intascare e far intascare facilmente del denaro attraverso voci di bilancio senza controlli, particolarmente utili per il mantenimento di incapaci incaricati di amministrare, pubblicare, curare quei tesori che, non suscitando interessi di massa (se non quando finiscono per essere danneggiati o alienati), non inducono neppure ad una verifica delle spese realmente o nominalmente effettuate per essi.

Il nostro modo di intendere la «valorizzazione» dei tesori della tradizione umanistica ha molto a che fare con lo sviluppo dei nostri Sistemi. Se infatti i Sistemi possono agevolare l’acquisizione, da parte dei fruitori, delle medesime competenze utilizzate dagli autori per creare i loro capolavori, è proprio perché considerano quelle opere immortali per le loro potenzialità educative e formative, considerandole «giacimenti» da cui «estrarre» le straordinarie capacità che ogni artista adopera per realizzare la sua opera. I capolavori della narrazione sono per noi le risorse necessarie per insegnare a ricavare e applicare, dallo studio delle loro complesse architetture, i principi universali che le governano.

Per ottenere questi risultati noi assumiamo – e in questo senso «rifunzionalizziamo» – come materia elettiva di studio e di formazione gli archivi dei più grandi autori di capolavori narrativi (noti e meno noti), facendo emergere e rappresentando, attraverso la correlazione indiretta delle risorse (dai nostri studi alle risorse esterne ad essi), la rete delle connessioni logiche implicite interne ed esterne alle opere in base alle soluzioni narrative e ai principi utilizzati per elaborarle. In questo modo ciascuna risorsa di archivio acquisisce nuovo valore proprio dai collegamenti indiretti con le altre, e contribuisce a far emergere nuove qualità dei capolavori da noi presi in esame, aiutandoci così a insegnare «come» fanno i più grandi narratori a creare capolavori immortali.

Per comprendere il funzionamento dei nostri Sistemi provate a immaginare uno «strumento» di studio che non incorpori né annoti le risorse relative agli «oggetti» di studio (come fanno normalmente i testi a carattere didattico) ma vi offra invece dei meta-iper-testi (cioè testi che studiano le relazioni tra i testi oggetto di studio) da noi creati appositamente per esplicitare e spiegare la natura delle correlazioni implicite e perciò non immediatamente percepibili tra le articolazioni di un medesimo capolavoro e di altri innumerevoli capolavori «imparentati» con esso; quelle correlazioni che riguardano le soluzioni autoriali che ritornano invarianti o variate da una parte di un racconto all’altra e da un racconto all’altro. 

Provate a immaginare di poter disporre di uno strumento che vi permetta di compiere viaggi tra racconti di ogni luogo, tempo e forma espressiva, e al contempo vi guidi alla scoperta dei legami, e delle ragioni dei legami, tra di essi. 

In questo modo, adottando i nostri Sistemi come «bussole», potrete godere, senza interruzioni, delle qualità di tesori inesauribili come quelli che rappresentavano le tappe dei Gran Tour, che si facevano un tempo per visitare, da un paese all’altro, le bellezze naturali e artistiche della nostra vecchia Europa. 

Con uno stesso Sistema potrete compiere tanti viaggi, correlando diversamente i medesimi oggetti e scoprendo diversi oggetti da correlare con i medesimi criteri di correlazione.

Immaginate ora di poter scoprire perché vi è piaciuto un racconto e di poter poi scoprire quanti altri racconti potrebbero piacervi per le stesse ragioni; ma non perché sono «western» o «thriller» o «commedie» anche quelli. Sappiamo che siete già stati gabbati così dalle piattaforme di contenuti e di e-commerce che pretendono – con algoritmi che rappresentano il senso comune – di conoscere i vostri «gusti». In questo caso invece non dovete pensare a una soluzione che sfrutti la vostra incapacità di superare le distinzioni superficiali per «generi» e che nutra i vostri pregiudizi dandovi repliche mascherate di quello che conoscete e apprezzate già in base alle limitate capacità di analisi e giudizio che avete acquisito per caso o a scuola, o a quelle abilità specialistiche che vi danno da vivere ma che vi precludono interi mondi. 

Pensate a un nuovo strumento conoscitivo che vi apra nuovi orizzonti mentre accresce le vostre capacità di esplorarli, di indagare e scoprire qualità insospettabili in oggetti che fino al giorno prima avreste giurato che non vi interessassero. Noi abbiamo creato i Sistemi per nutrire il vostro gusto mentre vi insegnano ad affinarlo; non per sfruttare il degrado culturale a cui siete condannati dalla cultura di massa, che vi lascia nella vostra ignoranza e incompetenza condannandovi a dirvi che l’uva dell’arte è per voi sempre acerba. Ogni nostro Sistema è congegnato per aiutarvi a riconsiderare cose che avete fruito senza coglierne la ricchezza, altre che non avete neppure considerato e altre ancora che avete apprezzato ma che potrete apprezzare di più; e mentre vi aiuterà a crescere vi farà scoprire capolavori che al contempo stimolino e soddisfino la vostra crescita.

Ognuno dei nostri Sistemi è fatto per accompagnarvi, potenzialmente, per tutta la vita, per diventare la vostra bussola e insieme la vostra bibliomediateca, sempre a vostra disposizione e senza altri limiti che gli interessi e le capacità di cui disponete al momento, ma che potrete sempre accrescere attraverso i nostri Sistemi, per poter scoprire ed esplorare nuovi territori. 

La nostra attività ha avuto inizio progettando e sviluppando, con le tecnologie allora disponibili, Sistemi rivolti all’infanzia, ai ragazzi e agli Educatori che se ne prendevano cura. 

La nostra priorità è da sempre – ancor prima di quella formativa nei riguardi di nuovi potenziali umanisti e narratori – quella di dare alle nuove generazioni l’opportunità di ricevere un’educazione adeguata all’arte e alla scienza, perché poi crescendo, possano decidere, con la preparazione necessaria, se continuare a coltivare lo studio dell’arte narrativa a livelli professionali.

La maggior parte dei nostri Sistemi è stata concepita anzitutto per supportare l’attività meritoria dei veri Educatori. Questi Sistemi prendono in considerazione la produzione di quegli artisti che hanno messo a disposizione dell’infanzia le loro eccezionali competenze narrative, non per realizzare  opere minori, ma per realizzare capolavori immortali rivolti ai ragazzi, tali, cioè, da consentire loro di ricavare, già in tenera età, i medesimi insegnamenti che, crescendo, riconosceranno applicati anche in opere ancora più complesse ma «isomorficamente» simili.

Non c’è soluzione di continuità tra ciò che scoprirete insieme ai vostri ragazzi esplorando e indagando le storie del folletto Peter Pan o dell’elefantino Babar, e quello che ri-scoprirete indagando ed esplorando la produzione shakespeariana. Quello che i vostri ragazzi cominceranno ad apprezzare, investigando insieme a voi l’architettura di una Silly Symphony disneyana, e inseguendo le sue varianti, li aiuterà a capire le più ardite costruzioni mozartiane o rossiniane, che incontreranno in seguito grazie al vostro e al nostro impegno per agevolare la loro crescita.

Ciò che ad esempio scoprirete insieme a loro anatomizzando la struttura del romanzo per ragazzi La bella e la bestia, scritto da Madame De Villeneuve, vi fornirà gli strumenti che affinerete e applicherete per scoprire le parentele con le opere di autori letterari, e non solo, che si sono formati anche leggendo, rileggendo e studiando quella meravigliosa fiaba senza tempo.

I nostri Sistemi sono congegnati per farvi ricavare le innumerevoli qualità presenti in tutti gli oggetti artistici di cui si occupano, da quelli più delimitati a quelli più vasti, da quelli rivolti all’infanzia a quelli rivolti a fruitori già esperti .

L’architettura logica dei nostri Sistemi è omologa a quella dei racconti artistici di cui si occupano. 

Per capire come funziona un Sistema di Studio dovete capire come funziona la mente umana quando non è ingabbiata in sistemi gerarchici e lineari, quando può sfruttare a pieno le sinapsi per correlare tra loro informazioni depositate e ricavarne di nuove dalla loro correlazione.

In questo senso ogni Sistema è uno strumento «polifunzionale», che comprende tutto quello che occorre per: 

– diventare più intelligenti e far funzionare la propria mente come quella di un umanista, cioè di uno scienziato, artista e didatta; 

– accrescere le proprie competenze scientifiche e artistiche mettendole alla prova su oggetti e progetti complessi per affrontare i quali è richiesta una molteplicità di strumenti di studio; 

– espandere le proprie conoscenze scoprendo e apprezzando nuovi capolavori e cogliendo in essi qualità altrimenti neppure percepibili; 

– imparare a riconoscere e rappresentare, nei racconti, ogni stato dell’animo umano; 

– diventare abili cantastorie in grado di padroneggiare ogni forma narrativa ed espressiva.

Se ci soffermassimo solo sulla questione «come diventare più intelligenti», noi stessi suggeriremmo di imparare bene a giocare a scacchi, a comporre musica, a risolvere problemi logico-matematici, e altro ancora; ma dal momento che noi prendiamo in considerazione anche altri aspetti che crediamo contino nella crescita individuale e nella formazione umanistica, allora vi proponiamo di adottare e usare a tale scopo i nostri Sistemi. 

Con essi potrete imparare a creare e a sciogliere enigmi progettando, indagando, esplorando la rete della narrazione artistica in ogni forma espressiva. Con essi la vostra intelligenza si svilupperà e si applicherà a oggetti e con strumenti che vi aiuteranno a coltivare la vostra formazione umanistica senza scollamenti tra studi scientifici, artistici e tecnologici. 

Mettendovi a disposizione i nostri Sistemi vogliamo dare a voi e ai vostri ragazzi la possibilità di accrescere la vostra intelligenza esercitandola e affinandola nell’attività più bella del mondo, quella di praticare e studiare l’arte della narrazione.

Non tanto tempo fa chiamavamo “Tele Ipermediali” ciò che oggi chiamiamo “Sistemi di Studio Reticolare”. Con questa nuova espressione vogliamo sottolineare che la reticolarità logica è ciò che li rende particolarmente adatti come nuovi strumenti di studio analitico e progettuale, non la tecnologia ipermediale con cui sono realizzati.

Ma c’è qualcosa anche nella struttura tecnologica che rende i nostri Sistemi unici e innovativi, persino oggi che la distribuzione online dei prodotti editoriali e dei contenuti audiovideo – che prima erano affidati ai supporti analogici o digitali offline – dovrebbe spingere tutti gli autori e gli sviluppatori nella medesima direzione che noi abbiamo percorso sin dalla nascita della cosiddetta «editoria elettronica». Allora veniva dato per scontato che tutti i contenuti, separatamente o gerarchicamente, fossero inclusi entro la directory ed entro lo spazio sempre insufficiente di un cd, poi dvd, poi bluray, annotandoli e addobbandoli con risorse offline o online (solo per mancanza di spazio) ma sempre come «appendici» degli oggetti da fruire.

I nostri Sistemi non contenevano allora e non contengono tuttora gli «oggetti» di fruizione e di studio; a questi ultimi non «appendono» nulla, e di conseguenza da essi non «parte» niente. Le «risorse», per definizione «esterne», non sono alberi di natale da addobbare con altre «risorse multimediali» o con «note» e «commenti critici», per farne equivalenti di quelle «edizioni scolastiche» o «annotate» che vantano come «valore aggiunto» le note esplicative da dizionario e i commenti a margine di uno studioso equivalenti, nell’insieme, a un saggio introduttivo al racconto. I nostri Sistemi non sono raccolte di dati e commenti a margine; non sono archivi di dati ordinati e gestiti da un database per agevolare ricerche da parte di chi sappia già cosa cercare. 

Noi abbiamo sempre scelto la via «ipermediale», perché essa ci consente di rivolgerci anche a chi non sa cosa cercare, ma è disposto a ricevere sollecitazioni per scoprire cose che ancora non lo interessano, fino a quando non ne scoprirà le qualità. 

Inoltre noi distinguiamo rigorosamente tra il nostro lavoro – quello che offriamo ai nostri utenti e per il quale chiediamo di sostenerci – e il lavoro degli artisti e degli scienziati che in un caso assumiamo ad oggetto di studio e nell’altro correliamo indirettamente come presupposti teorici dei nostri studi.

I nostri Sistemi non sono «pacchetti multimediali»; essi non contengono altro che i nostri meta-iper-testi, i link a dati esterni, e gli indirizzi web dove trovarli.

Se vi sembra impossibile ciò di cui stiamo parlando e se non avete ancora testato i nostri Sistemi, potete leggere o ascoltare ciò che spiega assai bene Theodor Nelson, l’unico pioniere che abbiamo incontrato su questa strada, che prima di noi l’ha percorsa fino ad un certo punto, e lasciandoci il suo testimone ha ispirato il nostro lavoro. Il suo lungimirante progetto “Xanadu” è purtroppo rimasto allo stadio di prototipo per la cecità di chi ha preferito intendere la rete Internet come una grande vetrina di prodotti per lo più offline, e ha preferito pensare l’editoria elettronica come una forma editoriale analoga a, e ricavata da, quella analogica.

Un altro modo con cui chiamavamo i nostri primi prototipi di Sistemi di Studio Reticolare era “Meta-hyper-links” o “Metaipertesti”, a indicare che i nostri testi parlano di relazioni implicite tra testi esterni e preesistenti ad essi; relazioni di cui esplicitiamo la natura identificando i principi e le soluzioni che i nostri oggetti di studio condividono tra loro nei modi con cui sono fatti.

I nostri studi meta- iper- testuali esplicitano le correlazioni, assumono ad oggetto i criteri di correlazione, e investigano le soluzioni create dagli autori in base ai medesimi principi che troviamo diversamente utilizzati nei loro capolavori, in ciascuna articolazione.

Per comprendere questo aspetto dei nostri Sistemi immaginate di poter disporre da un lato di una molteplicità di racconti tutti articolati in parti dagli stessi autori (capitoli o atti, scene), e da un altro di una molteplicità di trattazioni delle teorie presupposte implicitamente dagli stessi autori per elaborare le soluzioni per ogni scena. I nostri meta-iper-testi vi guidano alla scoperta di quali principi sono stati adottati dagli autori e come sono stati utilizzati per elaborare le soluzioni di ogni scena; inoltre mostrano come quelle soluzioni collegano le articolazioni del racconto tra loro provocando un reticolo di domande e risposte. 

Ai principi narrativi da noi esplicitati e indicizzati sono collegate le nostre definizioni metodologiche, contenute in quel Sistema trasversale agli altri Sistemi che funziona come manuale metodologico presupposto da ciascuno di  essi; le definizioni integrano gli apporti teorico-metodologici di tante teorie scientifiche sparse tra i tanti campi della scienza. 

Gli oggetti di studio presi in esame, cioè i capolavori narrativi articolati scena per scena attingono, dagli archivi delle risorse esterne, i documenti necessari per rappresentarli. 

I nostri meta-iper-testi originali legano indirettamente tra loro tante teorie a tanti potenziali oggetti di studio perché da ogni studio meta-iper-testuale partono link verso altri studi dello stesso tipo in cui: o si cambia principio con cui esaminare la stessa scena, o si cambia scena a cui applicare lo stesso principio; e ogni nostro studio meta-iper-testuale è virtualmente collegato alle teorie presupposte nelle nostre definizioni dei principi assunti nello studio, e alle risorse esterne che visualizzano le scene e le parti di esse confrontate tra loro. In questo modo il nostro utente può muoversi reticolarmente nel labirinto narrativo intessuto dagli autori, seguendo e scoprendo la logica che tiene insieme le scene con cui sono composti i loro capolavori e che li collega a scene di altri capolavori, varianti implicite create dagli stessi autori o da altri autori.

Per creare un Sistema occorrono innumerevoli risorse artistiche, che devono essere analizzate e indicizzate. Per ogni scena occorre ricercare versioni, traduzioni, messe in scena, etc; e per ogni principio utilizzato dall’autore, che noi esplicitiamo e colleghiamo al manuale di narrazione trasversale, occorrono innumerevoli risorse scientifiche, ciascuna delle quali ha direttamente ben poco a che fare con la narrazione, ma finisce per averne indirettamente attraverso i nostri studi meta-iper-testuali sui racconti artistici.

Uno dei vantaggi offerti dalle nuove versioni dei nostri Sistemi è che essi possono essere fruiti con lo stesso normale browser multipiattaforma con cui può essere fruito il nostro Portale. Accedendo agli Ambienti di Studio che abbiamo creato per voi, potrete trovare i Sistemi di Studio più adatti a stimolare e soddisfare i vostri interessi e le vostre ambizioni.

Grazie ai Sistemi di Studio Reticolare potrete esplorare innumerevoli risorse mentre acquisirete molteplici strumenti cognitivi per indagarle.

I Sistemi sono pensati tanto per chi non conosce ancora l’oggetto di studio quanto per chi già lo conosce o crede di conoscerlo, ma è curioso di scoprire di più. 

Nei Sistemi sono integrati: lo studio degli intrecci narrativi, attraverso la ricostruzione del reticolo degli interrogativi e delle risposte che legano le scene tra loro; lo studio delle soluzioni narrative ed espressive; lo studio delle riscritture e messe in scena; lo studio delle varianti e quello delle fonti; la presentazione del testo in ogni forma mono e multimediale, nelle versioni, nelle traduzioni, nelle recitazioni e messe in scena. 

Inoltre le medesime risorse sono oggetto di mostre multimediali, spettacoli multimediali, e nuove edizioni reticolari e multimediali per rendere la fruizione del racconto più adeguata e rispettosa del progetto originale.