Truffaut-Hitchcock. La Conversazione Ininterrotta

Le Pubblicazioni

Truffaut Hitchcock. La conversazione ininterrotta sul cinema e attraverso il cinema

Il progetto di una edizione digitale e reticolare di tutti gli scritti, le interviste, le lezioni, o in più in generale di tutte le riflessioni di Truffaut e di Hitchcock sull’arte di narrare in forma audiovisiva, è nato insieme al progetto di trasformare gli archivi dei due autori in un Manuale di narrazione artistica audiovisiva a cura di questi due maestri d’eccezione; un manuale in forma reticolare e multimediale da offrire in esclusiva agli allievi della nostra Scuola di Arti Narrative.

Il progetto è nato dall’idea che con l’opera di Truffaut e di Hitchcock si potesse compiere un’operazione simile a quella realizzata da Truffaut interrogando il suo oracolo e maestro sulle questioni cruciali per qualunque cineasta che nutra ambizioni artistiche; e ha preso forma studiando i documenti prodotti dalla loro incessante conversazione sul cinema e attraverso il cinema.

Quel dialogo, prolungatosi per quasi quaranta anni e interrotto solo dalla morte degli stessi interlocutori, è parzialmente rappresentato dalla lunga intervista/conversazione di cui scaturì il libro più famoso sul cinema, che ora, alla luce di quanto abbiamo raccolto e iniziato a correlare, appare un’affascinante  esemplificazione promozionale della ben più ampia, articolata e complessa conversazione.

Soprattutto la forma editoriale cartacea – la cui impaginazione fu curata dallo stesso Truffaut per la prima edizione, ma fu manomessa sin dalla seconda edizione – non rende conto delle finalità di Truffaut e del suo interlocutore, i quali, come appare evidente dal loro epistolario, avevano in mente di sfruttare la loro amicizia – non di raccontare la loro amicizia – per creare uno strumento di studio unico nell’ambito degli studi sul cinema; uno strumento potenzialmente «multimediale», come si deduce dal lavoro svolto da Truffaut per collegare il libro ai film fruibili esternamente ad esso, rappresentando, con serie di fotogrammi collocate nei punti giusti, le sequenze prese in esame durante la conversazione; ma anche uno strumento «implementabile», come si ricava dall’«espansione» che lo stesso Truffaut ha curato per la seconda edizione.

In altre parole quel che volevamo fare, attraverso un archivio delle riflessioni dei due autori studiosi sul cinema e sull’arte narrativa, e attraverso un Sistema Ipermediale che lo valorizzasse, era offrire a un pubblico non solo di curiosi ma anche di studenti e professionisti della narrazione una versione e quindi un’edizione della conversazione più adatta all’impiego manualistico e meno alla ricostruzione storica della carriera di Hitchcock e dell’amicizia con Truffaut. Volevamo far emergere il manuale implicito anzitutto correlando i materiali pubblicati nel libro ad altri sparsi in tante altre pubblicazioni e  archivi. Inoltre, attraverso un sistema di studio metateorico, volevamo esplicitare tutte le questioni metodologiche trattate dai due, i principi narrativi da loro assunti come presupposti, e le soluzioni elaborate in base a quei principi per progettare i loro capolavori. Il Sistema che avevamo in mente avrebbe preparato e stimolato il fruitore a ricercare lui stesso le soluzioni elaborate e i principi definiti dai due autori, esplorando i film dei due autori,  facendo tesoro delle conclusioni raggiunte investigando i casi esemplificati dai due.

A noi, che avevamo già condotto studi analitici su archivi di altri grandi narratori, appariva evidente come anche la sola riorganizzazione del materiale pubblicato nel famoso libro, – tratto dalla lunga seduta del 1962 di cui per fortuna esistono ancora le tracce audio delle registrazione – rivelasse l’intrinseca funzione «manualistica» prevista dai due autori-studiosi. Tale funzione emerge pienamente, però, solo quando si correlano le implicite articolazioni del libro alle molteplici riflessioni sparse in tanti altri documenti esterni ad esso – editi, inediti e non più editi – in cui i due anticipano o riprendono i fili della conversazione avvenuta in quel famoso episodio.   

Solo saltando da un documento all’altro – attraverso un Sistema ipermediale come quelli che noi creiamo per valorizzare opere particolarmente adatte alla «reticolarizzazione» – si può cogliere come i due abbiano dialogato ben oltre quell’incontro leggendario durato un’intera settimana. Si può scoprire cioè come essi abbiano conversato per quasi quaranta anni, sia direttamente, attraverso lettere e altre “interviste”, sia indirettamente, riprendendo o anticipando – attraverso saggi, interviste e lezioni – i temi metodologici trattati nell’incontro del ’62 e quindi nel libro. Inoltre si può finalmente comprende con chiarezza come i due per tanti anni abbiano dialogato anche attraverso i loro progetti narrativi, suggerendosi idee e correzioni, adottando i medesimi modelli narrativi e sviluppando ciascuno possibilità logiche non attuate dall’altro.

Da un po’ di anni, forse grazie alla fortuna raccolta dal libro, tradotto in tante lingue e adottato ovunque da chi studi cinema, sono apparse, sul mercato editoriale, raccolte di articoli, interviste, lettere, di entrambi gli autori, che hanno semplificato in parte il nostro lavoro, iniziato, agli albori dell’editoria elettronica, proprio con la difficoltosa ricerca, in archivi di tutto il  mondo, delle risorse documentali rare e preziose prodotte dai due in  diverse forme, letterarie, audio, e video.

Il lungo lavoro di preparazione per arrivare ad affrontare il progetto “Truffaut-Hitchcock” si è sviluppato per anni attraverso corsi, seminari, laboratori, che abbiamo condotto in diverse sedi istituzionali allo scopo di mostrare e spiegare come le riflessioni e «le» conversazioni dei due autori studiosi esplicitassero un più vasto dialogo che era avvenuto anche attraverso la loro opera narrativa, nella quale cui si influenzarono sempre di più a vicenda proprio nel modo di comporre e narrare le loro opere.

Parallelamente a questa attività didattica abbiamo continuato a ricercare i documenti necessari per completare il quadro complessivo e permetterci di creare un unico grande archivio che contenesse sia la loro opera narrativa che quella metanarrativa, nonché quella dei loro maestri e allievi e dei tanti artisti e studiosi con cui i due avevano intessuto relazioni implicite ed esplicite attraverso i loro studi analitici e progettuali.

Inoltre, mentre iniziavamo a sperimentare la costruzione e l’impiego dei primi sistemi ipermediali, per creare nuove edizioni elettroniche più adatte a usi didattici, formativi, manualistici, vedevamo in questo progetto l’occasione ideale per sperimentare insieme l’efficacia di un Sistema Ipermediale e l’implicita – «pre-elettronica» – idoneità del lavoro svolto da questi due maestri a trasformarsi in un esplicito strumento oltre che oggetto di studio per chiunque volesse affrontare in modo rigoroso lo studio della narrazione artistica in forma audiovisiva.

Così negli anni abbiamo arruolato e formato molti allievi interessati a partecipare a questa impresa. Attraverso tesi di laurea e corsi di specializzazione abbiamo preparato i nostri potenziali collaboratori per portare lo sviluppo del progetto fino alla realizzazione di versioni prototipali. Ma l’incapacità di cogliere nel progetto le innumerevoli potenzialità formative e educative sia da parte di editori che di docenti, condizionati da pregiudizi ideologici relativi ai due autori, nonché l’ostacolo costituito dalla lentezza dei progressi tecnologici rispetto ai nostri progetti pionieristici (non era ancora possibile realizzare Sistemi fruibili online e correlati ad archivi esterni anche essi fruibili online) hanno reso difficile fino ad oggi  superare la fase prototipale. Tuttavia prototipi del Sistema dedicato alla “Conversazione” sono stati presentati e apprezzati in numerose iniziative proposteci da festival di cinema, biblioteche, cinemateche e università internazionali. Inoltre una stimolante collaborazione con alcune software house ci ha permesso di spingere ai limiti le potenzialità delle soluzioni tecnologiche allora disponibili ovvero di scoprire quali limiti avremmo dovuto superare per rendere possibile la piena attuazione del progetto.

Paradossalmente il maggior successo lo abbiamo ottenuto utilizzando l’editoria tradizionale per far conoscere il nostro progetto e presentarlo lo come sviluppo logico di quello ideato da Truffaut quando riuscì a convincere e coinvolgere Hitchcock in una conversazione che si distaccava da qualunque intervista fosse stata rivolta prima di allora al più grande regista di cinema erede del segreto perduto.

Un semplice volumetto (peraltro senza immagini per ragioni editoriali), in cui presentavamo il  progetto e pubblicavamo gli studi condotti sotto la nostra guida dai nostri allievi, ci ha permesso di ottenere attenzione, consensi e incoraggiamenti al di là delle nostre aspettative. L’occasione ci fu offerta dal quotidiano “L’Unità” che, tra i suoi piani editoriali, aveva una collana dedicata opera di Truffaut; la collana era articolata in videocassette e volumi dell’opera e sull’opera dell’autore, e nasceva in un periodo in cui i giornali, pubblicando come allegati libri videocassette e altro ancora, riuscivano a raggiungere, attraverso la distribuzione in edicola, numeri difficilmente ottenibili dalla distribuzione libraria e home video in libreria e nelle videoteche. Così riuscimmo a far parlare di questo progetto mentre ne mostravamo ovunque prototipi di sviluppo ipermediale.

Non ci hanno aiutato invece, nello sviluppo del nostro progetto, i film e i documentari, oltre a saggi e articoli, che hanno nuovamente tentato di ridurre la Conversazione a una storia di amicizia tra autori lontani e appartenenti a tempi, mondi, ambienti culturali considerati pregiudizialmente incomunicanti tra loro.

Con lo sviluppo delle potenzialità della rete, per la pubblicazione e la distribuzione editoriale online, siamo però giunti a un punto in cui, anche dal punto di vista tecnologico, il nostro  progetto non può più essere considerato un’utopia.

Il nostro sogno, coltivato a occhi aperti per anni, è ora realizzabile con l’ausilio di tecnologie digitali che consentono di espandere la Conversazione ben oltre i confini del libro e di quel libro in particolare.

Tuttavia, in un’epoca di transizione, in cui la cosiddetta rivoluzione digitale è ancora frenata dagli interessi e dai pregiudizi tanto degli editori tradizionali quanto dei fruitori, in cui le Piattaforme  per la distribuzione dei contenuti hanno dilagato settorialmente – soprattutto per la musica rendendo obsoleto ogni altro modo per pubblicare musica – ma non hanno aiutato la distribuzione digitale di ogni tipo di contenuto, abbiamo pensato di adottare ancora la forma del libro o meglio la forma dell’ebook, ma in forma enciclopedica reticolare e multimediale, per raccogliere e correlare tra loro tanti testi ancora sparsi tra editori e canali mediali, per creare un unico archivio articolato da offrire ai nostri utenti come scrigno di risorse da esplorare nella nostra bibliomediateca; un reticolo di  documenti digitali in formato linkabile, dedicato alla Conversazione tra questi due autori, che possa costituire, oltre alla più ricca «silloge» sul tema, anche il necessario presupposto del Sistema di Studio Reticolare che stiamo costruendo.

Un libro fatto di libri, articoli, lezioni, lettere, interviste, prima impossibile anche da concepire, è la soluzione che ci permette di dare ai nostri allievi la possibilità di consultare in unico luogo – archivio,  biblioteca, museo virtuale – una quantità di risorse fino a poco tempo fa disperse, dimenticate, inaccessibili, e persino considerate inesistenti. Un multi-libro, ma in forma ebook che non si esaurisce entro i confini e nella gerarchia dell’edizione analogica, ma si espande nella correlazione con altre risorse non solo letterarie, permette di integrare il manuale con gli oggetti di studio.

Le soluzioni che adottammo per i nostri prototipi offline e nei libri che promuovevano il nostro lavoro digitale, in particolare nel volume dedicato a Lubitsch, cioè impaginare fotogrammi con i testi letterari, sviluppare un ampio apparato di note a margine, codificare ogni capitolo e paragrafo per suggerire salti dall’uno all’altro simulando una consultazione non lineare del libro stesso, ora sono superate dalle possibilità offerte dall’edizione digitale reticolare.

Ma non dovete confondere il lavoro che svolgiamo (per necessità) in veste di curatori di una edizione reticolare dell’intera opera narrativa e saggistica di questi due autori, con il lavoro che svolgiamo in veste di autori e sviluppatori del Sistema che valorizza la loro opera, facendone il complemento di ciò che estraiamo da essa e che pubblichiamo, all’interno del Sistema, in forma di lezioni e studi applicativi che esplicitano e argomentano le correlazioni tra i principi di narrazione da loro stessi definiti e le sequenze dei film da loro stessi realizzati.

L’errore più comune che si è commesso e si commette ancora, nelle edizioni elettroniche, è quello di «addobbarle» con  appendici relative ai riferimenti contenuti nei testi.

Questa infatti fu l’unica idea venuta in mente agli editori tradizionali o agli esordienti editori elettronici persino quando presentammo loro il nostro articolato progetto. Per loro era sufficiente rendere tecnicamente più facili le connessioni esplicite e dirette tra il testo della conversazione e i film citati e presi in esame. Non riuscivano a capire che il valore aggiunto di una edizione  elettronica non può essere solo quello tecnologico, e che per saltare da una riflessione su un film alla visone di una sequenza citata nella riflessione non serve rendere l’operazione più immediata e semplificata; questo non giustifica l’acquisto di ciò che già si possiede e si può consultare separatamente leggendo un libro cartaceo e visionando un dvd.

Non capivano che il valore aggiunto sta nel rendere esplicite le correlazioni implicite e nell’argomentare la ragione di quelle correlazioni, oltre che nel ricercare nuove correlazioni anche fiori da quel testo sulla scorta degli insegnamenti e delle esemplificazioni fatte dagli autori in quel testo.

Nella conversazione tra Hitchcock e Truffaut c’è un implicito invito, che noi abbiamo voluto raccogliere, a ricercare e argomentare le correlazioni tra principi teorici – da loro stessi definiti nelle tante riflessioni sparse sull’arte della narrazione audiovisiva – e le tante sequenze di tanti film in cui hanno sperimentato proprio quello su cui hanno riflettuto. In questo senso le esemplificazioni dovrebbero essere lo stimolo per un potenziale fruitore o un vero studioso e autore a cercare applicazioni di quei principi nei loro film nei loro progetti, persino in quelli incompiuti e in quelli dei maestri di cui hanno appreso la lezione.

Se, per Truffaut, Hitchcock era il depositario sopravvissuto di un segreto perduto che andava ritrovato e acquisito per poter imparare come fare arte con il cinema, questo vuol dire che quel segreto può essere ricercato anche nei progetti di altri autori che insieme ad Hitchcock hanno portato nel cinema i segreti dell’arte narrativa, dalla letteratura, dal teatro di prosa e musicale. Quel segreto può essere ricercato anche nell’opera di quegli autori che è stati la fonte primaria di ispirazione e di formazione dei due autori, quand’anche non esplicitamente dichiarata per ogni progetto.

Relativamente da poco tempo possiamo disporre delle opere dei due autori  in versioni filologiche integrali restaurate, e con la qualità di visione simile agli originali, grazie al formato bluray 4k; ma occorre approfittare dell’occasione, come abbiamo fatto noi per ricreare la sezione audiovisiva dell’archivio dei due autori, prima che anche esse escano dal mercato editoriale. E dal momento che la fruizione dei loro film è ancora affidata a supporti (quelli dei bluray e dvd) deperibili e inaccessibili dall’esterno, così come buona parte dei loro scritti è legata a supporti cartacei spesso anche deteriorati dal tempo, quello che che stiamo facendo è separare le informazioni dai supporti, convertendo tutti i documenti in file fruibili online e raggiungibili dall’esterno con un’indirizzo fisso. Ma non basta. Occorre segmentare materialmente o virtualmente ogni articolazione di quei documenti e «ancorare» ogni nodo informativo perché ad esse possano puntare le nostre lezioni e i nostri studi in cui argomentiamo come un medesimo principio definito dai due autori sia stato applicato in più sequenze di diversi loro film, ovvero come una stessa sequenza possa essere analizzata e correlata a diverse sequenze secondo i diversi principi applicati in essa.

Tutto questo è il presupposto necessario per lo sviluppo del Sistema. Quest’ultimo aggiunge, alle risorse esterne, lezioni che correlano ogni definizione teorica dei due autori – ottenuta attraverso i tanti documenti che la rappresentano – a esempi applicativi ricercati scena per scena nei film dei due autori, e non solo.  Le lezioni spiegano come ogni principio enunciato da Truffaut e Hitchcock trovi applicazione nell’architettura dei loro film e al contempo insegnano come cercare e riconoscere correlazioni implicite in base ai principi definiti e in parte esemplificati dai  due stessi autori.

In conclusione, normalmente si farebbero cronologie o compendi delle dei luoghi delle persone  delle opere condivise dai due autori. Noi invece intendiamo creare un ebook di ebook articolato in tanti capitoli implementabili che possano essere letti tanto come una storia di incontri e scambi (per chi si accontenti di questa lettura) quanto come una rete di questioni metodologiche tra loro correlate o ancora di progetti correlati tra loro e al lavoro di altri autori.